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Acqua, rinvio degli aumenti da parte dell’Ente Idrico. Buonopane: “Bene, ora si vada avanti per bloccarli. Subito nuova assemblea Alto Calore”. Ecco il testo della mozione

E’ il presidente della Provincia Rizieri Buonopane a intervenire sul rinvio ratifica aumenti da parte dell’Ente Idrico: “Quindi si poteva aspettare? Questo andrebbe detto ironicamente se la situazione non fosse così delicata. Accogliamo con favore la decisione dell’Ente Idrico di rinviare la ratifica degli aumenti. Ma non basta. Bisogna andare avanti per fermare gli aumenti”, spiega Buonopane.

“La mobilitazione dei territori ha smascherato questo blitz di agosto – aggiunge il presidente Buonopane -. Altre strade sono possibili, le decisioni spettano ai territori attraverso i sindaci. Di qui, la richiesta di convocazione ad horas di una nuova assemblea dell’Alto Calore per definire un percorso. E il rinvio di oggi dimostra, ancora una volta, che la discussione nell’ultima assemblea in Alto Calore non è stata inutile. Tutt’altro. Ribadiamo: gli aumenti non vanno fatti. Mi permetto di rilanciare il documento già presentato in assemblea come possibile base di confronto. Senza speculazioni politiche”.

Buonopane allega la mozione proposta lo scorso 25 agosto nell’assemblea dell’Alto Calore.

Premesso che:

il Consiglio di Distretto Irpino dell’Ente Idrico Campano, con propria deliberazione n. 3 del 7/08/2025, recante “Deliberazione ARERA n. 639/2023/R/Idr – Gestore Alto Calore Servizi S.P.A. “Schema Regolatorio 2024-2029”, ha approvato la proposta di Schema Regolatorio 2024-2027 della gestione del Servizio Idrico Integrato di Alto Calore Servizi S.p.a., “che prevede (rispetto alle tariffe applicate da Alto Calore Spa per l’anno 2023) l’applicazione dei seguenti valori del moltiplicatore tariffario per il periodo 2024-2027”: per l’anno 2024 = 1.0995; per l’anno 2025 = 1,2088; per l’anno 2026 = 1,3290; per l’anno 2027 = 1,4610, significando che, rispetto alla tariffa del 2023, ci sarà un incremento del 9,95% nel 2024; del 20,88% nel 2025; del 32,90% nel 2026 e del 46,10% nel 2027;
la proposta di aumento tariffario, così come soprariportato, è stata deliberata in seconda convocazione con 12 voti favorevoli rispetto ai 25 componenti effettivi del Consiglio di Distretto, senza previa adeguata e condivisa informativa ai Sindaci;

Il percorso politico-amministrativo sopradescritto ha posto il Consiglio di Distretto e i Sindaci di ACS (mai coinvolti sul tema) a dover decidere su questioni di estrema importanza per il futuro di ACS e per il futuro del “sistema acqua”, senza il necessario coinvolgimento di tutti i soggetti aventi titolo per il raggiungimento del “bene comune” con scelte ragionate e condivise;

I continui disservizi determinati dalle permanenti interruzioni della distribuzione alla utenza;
Tenuto conto che la previsione degli aumenti tariffari, ipotizzata con gli impegni assunti e programmati con il piano concordatario approvato per una sana gestione di Alto Calore, risultava assolutamente più contenuta rispetto a quanto previsto con i provvedimenti soprariportati messi in campo da Alto Calore e Consiglio di Distretto EIC;
Ritenuto che la proposta tariffaria, presentata da ACS ed approvata dal Consiglio di Distretto, evidenzia un rilevante profilo di criticità della gestione ACS, rinvenibile in uno smisurato aumento dei costi, nonostante gli effetti prodotti dallo smembramento della gestione della grande adduzione con il passaggio a Regione Campania delle infrastrutture principali di Alto Calore;

Atteso che dalla proposta tariffaria e dal soprarichiamato deliberato del Consiglio di Distretto non risulta alcun riferimento ai benefici prodotti dal salvataggio della Regione (con l’acquisizione della centrale della stazione di sollevamento di Cassano Irpino) con conseguente riduzione di circa 15 Mln€, da bilanciare con i nuovi costi dell’acqua all’ingrosso pagati alla Regione da Alto Calore;

Ritenuto, altresì, che gli aumenti tariffari proposti non sono strettamente riconducibili al programma degli interventi, non adeguatamente illustrato negli atti predisposti dagli organi tecnici dell’Ente Idrico Campano e che invece avrebbe dovuto contenere i necessari investimenti sulle reti, principale giustificazione di eventuali rincari del servizio;

Preso atto che la procedura posta in essere dall’EIC ha determinato una grave carenza nella gestione amministrativa, che, di fatto, ha precluso il coinvolgimento del Consiglio di Distretto Sannita, impedendo a quest’ultimo di portare il proprio dovuto contributo in merito alle competenze previste dalla legge regionale, in tema di tariffe applicate da ACS sui Comuni Sanniti e rientranti nel perimetro di tale gestore;
Preso altresì atto delle comunicazioni di ACS in ordine alla diminuzione complessiva della disponibilità idrica indicata nel 41, 3 % che rende insostenibile la gestione del servizio con un consequenziale aggravio nei prossimi mesi di ulteriore magra non potendo pertanto garantire materialmente il servizio alla utenza per mancanza di risorsa;

Posto quanto sopra, l’Assemblea dei Sindaci soci di Alto Calore Servizi

DELIBERA

1. Di richiedere la revoca immediata della delibera del Consiglio di Distretto Irpino n. 3 del 7/08/2025, recante “Deliberazione ARERA n. 639/2023/R/Idr – Gestore Alto Calore Servizi S.P.A. “Schema Regolatorio 2024-2029”;

2. Di richiedere la predisposizione da parte di ACS di una nuova proposta tariffaria che rispetti i principi previsti dal concordato e la condizione economica delle famiglie e dei cittadini irpini e sanniti, invitando l’Ente Idrico Campano, vista la delicatezza dei temi trattati e la complessità della materia, ad una chiara e trasparente gestione del processo di approvazione dello schema regolatorio, in particolare, rispettando i principi legislativi ai quali necessariamente deve adeguarsi l’EIC nei confronti di Alto Calore Servizi gestore multi-distretto degli ambiti Irpino e Sannita;

3. Di richiedere la chiara esposizione delle variazioni di costi operativi del servizio e del programma degli interventi finanziato con il corrispettivo del servizio da tariffa e con i contributi a fondo perduto;

4. Di richiedere alla Regione lo stanziamento di ulteriori misure di finanziamento e sostegno per fronteggiare le criticità finanziarie del gestore pubblico ACS e l’emergenza idrica dei territori Irpini e Sanniti;

5. Di impegnare gli Organi dell’EIC con il supporto del Management di Alto Calore Servizi a costruire la nuova soluzione, tenendo conto che la legge regionale n. 15/2015 prevede un meccanismo di perequazione basato su tariffa d’ambito e tariffa di distretto, di cui si chiede l’applicazione immediata, essendo una valida e fattibile soluzione alla problematica gestionale e perequativa, necessaria a tutelare i territori delle aree interne che oggi soffrono del paradosso di dare l’acqua non solo alla Puglia ma anche a gran parte della Campania, senza usufruire di alcun beneficio tariffario.

6. Di richiedere la dichiarazione dello stato di emergenza, ai fini di razionalizzare e ridistribuire l’emergenza in corso tra i diversi gestori del servizio idrico del bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale

7. Di richiedere un’attenta verifica della distribuzione della portata tra i comuni in modo più equo, assicurando che vi sia piena corrispondenza tra la portata prevista e quella effettivamente erogata;
8. Di impegnare l’ACS ad una verifica costante della qualità dell’acqua.

 

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