“Non bastano le strutture, serve una governance professionale adeguata”. È questo il punto centrale della presa di posizione della CISAL FPC – Dipartimento Sanità Campania, che chiede alla Regione una ricognizione aggiornata sulla presenza della dirigenza delle professioni sanitarie nelle Aziende e negli Enti del Servizio sanitario regionale.
La richiesta arriva nel pieno del processo di riorganizzazione dell’assistenza territoriale campana, legato all’attuazione del PNRR, del DM 77/2022 e della programmazione regionale. La nuova rete prevede complessivamente 169 Case della Comunità, 45 Ospedali di Comunità e 58 Centrali Operative Territoriali, strutture destinate a modificare profondamente l’organizzazione dell’assistenza sanitaria sul territorio.
Secondo la CISAL FPC, tuttavia, la trasformazione non può essere misurata soltanto attraverso il numero delle strutture realizzate o dei professionisti del comparto reclutati. La nascita dei nuovi servizi comporta infatti una maggiore complessità organizzativa, con la necessità di garantire presa in carico, continuità assistenziale, integrazione multiprofessionale e multidisciplinare e un efficace raccordo tra ospedale, territorio e servizi sociali.
È proprio su questo fronte che il sindacato segnala una possibile criticità: la presenza estremamente contenuta, in numerose realtà sanitarie campane, della dirigenza delle professioni sanitarie. Dai Piani Triennali dei Fabbisogni di Personale delle Aziende Sanitarie Locali emergerebbero, secondo la CISAL FPC, situazioni nelle quali il numero dei dirigenti risulta particolarmente ridotto, arrivando in alcuni casi anche a zero, a fronte di fabbisogni programmati di diverse unità.
Per il Dipartimento Sanità della CISAL FPC, la questione assume particolare rilievo alla luce delle responsabilità richieste dalle nuove strutture territoriali. Case della Comunità e Ospedali di Comunità necessitano infatti di un governo dei processi multiprofessionali, dell’integrazione tra diversi profili, della gestione dei percorsi assistenziali, del coordinamento organizzativo e della valutazione della qualità e dell’appropriatezza dei servizi.
Funzioni che, secondo il sindacato, non possono essere ricondotte esclusivamente al coordinamento del personale del comparto, ma richiedono un adeguato livello dirigenziale delle professioni sanitarie, in linea con la complessità dei nuovi modelli organizzativi.
Da qui la richiesta di effettuare una ricognizione aggiornata al 31 agosto 2026 della dirigenza delle professioni sanitarie presente in tutte le Aziende ed Enti del Servizio sanitario regionale campano.
La CISAL FPC chiede, per ciascuna Azienda, di conoscere il numero dei dirigenti effettivamente in servizio, l’area professionale di appartenenza, la dotazione organica e il fabbisogno autorizzato, oltre al numero dei posti vacanti e di quelli inseriti nei Piani Triennali dei Fabbisogni di Personale.
La ricognizione dovrebbe inoltre comprendere i posti già coperti dopo l’approvazione dei PTFP, le eventuali procedure concorsuali, di mobilità o altre procedure di reclutamento attivate e la presenza di graduatorie vigenti utilizzabili.
L’obiettivo, spiega il sindacato, è verificare se alla crescita della rete territoriale corrisponda anche una proporzionata crescita dei livelli di governo professionale.
“La dirigenza non sia una componente residuale”
Nelle conclusioni della nota, la CISAL FPC ribadisce che la riorganizzazione dell’assistenza territoriale non può essere valutata esclusivamente in termini di strutture realizzate o di personale del comparto assunto.
“La piena attuazione del nuovo modello organizzativo – sottolinea il Dipartimento Sanità – richiede infatti una governance professionale adeguata, capace di accompagnare l’evoluzione dei servizi, garantire l’integrazione multiprofessionale e assicurare qualità, appropriatezza, continuità assistenziale e valorizzazione delle competenze”.
Per il sindacato, dunque, non sarebbe coerente realizzare una rete territoriale composta da centinaia di strutture senza procedere contestualmente a una verifica della consistenza della dirigenza delle professioni sanitarie e del suo rapporto con la complessità organizzativa dei nuovi servizi.
La CISAL FPC chiede pertanto alla Regione Campania di considerare la dirigenza delle professioni sanitarie “quale elemento strutturale della nuova organizzazione territoriale e non come una componente residuale della programmazione del personale”.
Il sindacato sollecita un riscontro formale entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta e la convocazione di uno specifico incontro regionale. In assenza di un adeguato riscontro, la CISAL FPC annuncia infine che si riserva di assumere ulteriori iniziative sindacali e istituzionali nelle sedi competenti.


