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Scuola e precari, la Uil: per la Campania servono meno di dieci milioni

“Come nel resto del Paese, anche la Campania in questo anno scolastico vede un esercito di precari: oltre 14.000 lavoratori della scuola costretti a vivere nella continua incertezza che contribuiscono a ridefinire il record di 250mila tra docenti e Ata, con contratti a tempo determinato che fra qualche mese saranno licenziati. Mesi senza garanzie e con la sola speranza di un nuovo contratto a settembre”. Lo sottolinea Roberta Vannini segretario regionale campano della UIL Scuola per la quale “come ha giustamente rivendicato il nostro Segretario Generale Giuseppe D’Aprile si tratta di ‘un meccanismo non più accettabile’ e anche difficile da governare come dimostrato dai tanti errori prodotti dall’algoritmo”.

“Eppure la soluzione ci sarebbe. La Uil scuola Rua ha portato le sue proposte al tavolo del ministro e in tutte le sedi di confronto – prosegue Vannini -. Si tratta di soluzioni concrete che da un lato vanno incontro alla esigenza di coprire tutti i posti oggi disponibili e dall’altra danno una risposta definitiva agli alunni e al personale con esperienza, in alcuni casi anche decennale, che non ha la possibilità di una assunzione in ruolo. Per sanare questa situazione di precarietà servirebbe una fase straordinaria con lo scorrimento delle graduatorie delle supplenze già esistenti che in Campania sono strapiene”.

“Successivamente  – aggiunge – si potrebbe procedere con lo scorrimento delle fasce in cui sono presenti i docenti con almeno tre anni di servizio che, durante l’anno di formazione e prova, potrebbero svolgere anche un percorso per acquisire l’abilitazione”.

Per quanto riguarda il personale ATA, “la situazione in Campania è ancora più complessa perché – ricorda la segretaria della Uil Scuola Campania -, a fronte di tantissimi posti disponibili, non si procede mai alle necessarie assunzioni in ruolo.

Per Roberta Vannini, “il prossimo anno, anche a seguito del dimensionamento, temo che ne vedremo delle belle. Gli strumenti fin qui adottati per l’immissione in ruolo si sono dimostrati insufficienti e fallimentari. È necessaria quindi una fase transitoria che ampli le possibilità di assunzione. Dare lavoro stabile e garantire la continuità didattica agli studenti si può”.

“Lo studio della nostra segreteria nazionale, con numeri alla mano, ha dimostrato che investendo 180 milioni di euro (715 euro a precario) si potrebbero immettere in ruolo tutti i precari della scuola”.

“L’immissione in ruolo dei precari campani  – precisa – comporterebbe una spesa di meno di 10 milioni. Cifra che produrrebbe un beneficio non solo in termini di continuità didattica ma vantaggi ben più ampi, diventando volano di crescita per l’intera economia della nostra regione e di tutto il sistema Paese”.

“Potremmo avere una scuola campana con il personale in servizio già dal primo di settembre  – rimarca Vannini – e un’economia che trova un nuovo slancio derivante dalle migliaia di precari che potrebbero iniziare a vedere la possibilità di un futuro certo: tantissimi, infatti, sono i nostri corregionali che lasciano la Campania per raggiungere le città del nord con tutto ciò che comporta in termini economici, emotivi e sociali”. “Bisogna cambiare priorità e investire sulle persone prima che sulle “cose””, conclude la Segretaria regionale della Uil Scuola Rua Campania.

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