“Se il Pd decidesse di sostenere Nargi come strategia politica contro Festa rivelerebbe un incomprensibile timore di confrontarsi con l’elettorato avellinese, con i problemi della città e, soprattutto, una totale mancanza di visione e di volontà da parte della Federazione del Pd di Avellino nel voler affrontare le reali difficoltà della città e delle sue periferie”. Così Sara Iannaccone, componente dell’assemblea nazionale PD, eletta in quota Schlein.
“Questo dovrebbe essere il momento in cui il Partito assolve il proprio compito di partito in quanto tale, risvegliando non solo il senso civico ed etico della comunità, ma anche la consapevolezza di fronte alle ingiustizie che stiamo vivendo – causate da un ex sindaco in evidente difficoltà nel trovare un ruolo e una posizione.
Non posso sedere accanto al nemico senza confondermi, ed è per questo che ritengo emblematica la foto pubblicata sui giornali, che ritrae “tutti insieme appassionatamente” i consiglieri di maggioranza e minoranza – esclusi Gengaro, Bellizzi e Santoro – con Nargi, Festa e Petracca a Borgo Ferrovia.
Ma chi dobbiamo salvare e perché? È evidente che chi dimentica episodi come quello delle foto sui giornali nazionali riguardanti la sparizione del computer è complice di quanto sta accadendo. Ho l’impressione che i dirigenti del Pd di Avellino siano troppo concentrati sulla campagna elettorale per le regionali, trascurando il bene della nostra città.
Mi torna in mente quando, la sindaca in campagna elettorale affermava che con Gengaro Avellino sarebbe invecchiata di 30 anni. Leggendo i giornali e seguendo i tg locali si può affermare che con Lei invece siamo tornati al Medioevo, tra intrighi e pettegolezzi, inciuci e toppe ancor peggiori di questi ultimi anni.
Una Nargi che si definisce di centrosinistra, un’opposizione del Pd connivente sarebbero il cocktail perfetto per far perdere al centrosinistra credibilità agli occhi dell’ elettorato. Non mi sorprende quindi che le destre riescano ad attrarre l’opinione pubblica, se questi sono i modelli di politica che la sinistra sta offrendo ai giovani e non solo.
È giunto il momento di rimboccarsi le maniche, stare accanto alla gente e, di fronte all’incertezza, cercare soluzioni concrete ai problemi. E, perché no, se fosse necessario anche tornare alle urne”.



