Grottaminarda – Come lo immagineremmo, oggi, Carlo Gesualdo, il principe dei musici? E i suoi madrigali, li comporrebbe con l’aiutino dell’intelligenza artificiale o darebbe uno sdegnato rifiuto? Certamente non lo possiamo sapere ma, a Grottaminarda, andrà in scena uno spettacolo, dedicato a Carlo Gesualdo: un genio che, per un momento, diventa ancora più moderno e innovativo. Grazie ad un originale incontro tra musica, parola, danza, arte, immagini e, appunto, IA. Si chiama “Gesualdo Contemporary” e lo ospiterà lo splendido scenario del Castello d’Aquino della cittadina della valle dell’Ufita. Domani, martedì 18 agosto, alle ore 18. 30.
Il progetto di divulgazione culturale ed artistica con ingresso libero, è a cura di UNLA, Reel A Me, Kaos, Proloco Gesualdo, con il patrocinio del Comune di Grottaminarda.
La domanda ricorrente quando si parla del rapporto tra IA e arte è se può una macchina sostituire un artista. Gesualdo Contemporary sceglie invece di partire da una prospettiva diversa: cosa accade quando l’Intelligenza Artificiale viene utilizzata come strumento per interrogare, studiare e reinterpretare un patrimonio artistico che ci separa da oltre quattro secoli?
Il progetto prende le mosse dalle fonti, dai testi dei madrigali e dalle partiture dei sei libri di Carlo Gesualdo, con l’obiettivo di esplorarne l’universo emotivo e il rapporto profondo tra parola e musica: la tensione generata da una parola, la forza espressiva della dissonanza, l’incontro e la separazione delle voci, l’irruzione del silenzio, dell’oscurità e della luce.
Solo in un secondo momento entra in scena l’Intelligenza Artificiale. Non per chiedere “Cosa comporrebbe oggi Carlo Gesualdo?”, ma per porre una domanda diversa e più contemporanea: “Cosa può dirci oggi l’Intelligenza Artificiale attraverso la lezione di Carlo Gesualdo?”. È proprio da questo confronto tra passato e futuro che prende forma un nuovo linguaggio, pensato per essere contemporaneo, diretto e accessibile, capace di avvicinare anche le nuove generazioni alla figura e all’opera del Principe dei Musici.
Nello spettacolo di domani, dunque, la ricerca uscirà dallo schermo per trasformarsi in esperienza dal vivo. Il Castello d’Aquino diventerà lo spazio nel quale musica, danza, parola, immagini e tecnologia dialogheranno per restituire una lettura inedita dell’eredità artistica di Gesualdo.


