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Separazioni e divorzi più semplici da oggi: cosa cambia con la riforma Cartabia

Scatta il nuovo divorzio e, dirsi definitivamente addio, da oggi, mercoledì 1 marzo 2023, dovrebbe diventare decisamente più veloce. Dodici mesi rispetto ai tempi infinitamente lunghi che duravano anni.

Entra in vigore oggi, infatti, la riforma del diritto di famiglia, voluta dall’ex ministra della Giustizia del governo Draghi Marta Cartabia e anticipata di quattro mesi dal governo Meloni (la data inizialmente prevista era il 30 giugno 2023).

L’obiettivo della riforma Cartabia è quello di accorciare notevolmente  i tempi sul divorzio (introdotto in Italia nel 1970), così che per marito e moglie si possa passare dagli attuali tre anni (circa) a meno di uno.

Al centro le separazioni (79.917 nel 2020 secondo l’Istat, una su tre consensuale fuori dai Tribunali) e divorzi (66.662, uno su due consensuale). I pilastri delle norme contenute nella legge delega sul processo civile, approvate dal precedente Governo Draghi, hanno l’obiettivo di fondo della riduzione del -40% dei tempi nella giustizia civile in chiave Pnrr.

LE NOVITÀ – Saranno diverse le novità per chi inizierà un processo di separazione e di divorzio: con un unico atto si potrà richiedere separazione e divorzio giudiziale. Non ci saranno quindi più due fasi: prima davanti al presidente e poi davanti al giudice istruttore. Sarà possibile presentare in contemporanea, in un unico atto, domanda di separazione e domanda di divorzio. Sarà un solo procedimento che comincia con il deposito sin da subito di atti introduttivi che contengono il racconto dei fatti e dei mezzi di prova. La procedibilità del divorzio dipenderà da due criteri: una sentenza passata in giudicato sulla separazione e la cessazione, senza mai interruzioni, della convivenza fra i due coniugi. Nei casi in cui siano stati stabili contributi periodici di denaro e assegni di mantenimento, il giudice può ordinare indagini anche di polizia tributaria sui redditi, patrimoni e l’effettivo tenore di vita delle due parti. Sono previste anche più sanzioni, che vanno dal risarcimento nel caso in cui vengano omesse parti delle proprie condizioni economiche fino a una sanzione amministrativa fino a 5mila euro per la violazione del piano genitoriale

L’udienza del giudice dovrà tenersi entro 90 giorni dal deposito del ricorso. Con il ricorso introduttivo la parte dovrà depositare un piano genitoriale con gli impegni quotidiani dei figli e le attività (il giudice potrà sanzionare il genitore che non ottemperi a quanto stabilito dal piano, una volta accolto) e allegare la situazione reale patrimoniale ed economica degli ultimi tre anni: reddito da lavoro, beni posseduti, quote sociali, estratti conto bancari e finanziari. In caso di omissioni sono stabilite sanzioni e il risarcimento del danno.

I figli saranno sempre ascoltati, anche i minori di 12 anni. La competenza territoriale sarà in prima nattuta quella di residenza dei figli, altrimenti del ricorrente. Il provvedimento del giudice sarà subito completo e nella prima udienza di comparizione potrà emettere provvedimenti provvisori sul contributo di mantenimento e sull’affidamento dei minori. Nei casi, infine, di violenza domestica la legge Cartabia prevede una corsia preferenziale.

A sottolineare l’importanza delle novità introdotte dalla riforma Cartabia è l’avvocatessa del foro di Avellino, Gerarda Russo esperta di  diritto di famiglia. «La riforma permetterà una velocizzazione della pratiche di separazione e divorzio. La causa non dovrà – spiega più avere due fasi, come oggi, cioè la prima comparizione davanti al Presidente (Udienza Presidenziale) e successivamente davanti al Giudice Istruttore. Sarà possibile presentare in contemporanea, in un unico atto, domanda di separazione e domanda di divorzio. Sarà un solo procedimento che comincia con il deposito sin da subito di atti introduttivi che contengono il racconto dei fatti e dei mezzi di prova. inoltre con la nuova procedura i coniugi con figli sono tenuti a presentare un “piano genitoriale” che illustri gli impegni e le attività quotidiane dei minori, relativamente alla scuola, al percorso educativo, alle eventuali attività extrascolastiche, sportive, culturali e ricreative, alle frequentazioni parentali e amicali, ai luoghi abitualmente frequentati, alle vacanze normalmente godute” con informazioni utili che permettano al giudice di costruire un percorso “su misura” rispetto a vita pregressa, abitudini o sulle scelte più complicate’riguardanti affido, collocamento e diritto di visita.Entro ottobre 2024 nascerà il Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie. Sarà uno dei modi – conclude l’avvocato Russo -con cui superare l’attuale frammentazione di competenze, ‘spaccate’ fra Tribunale ordinario, Tribunale per i minorenni  e Giudice Tutelare».

Per l’avvocato Alessandro Acone noto esperto di diritto civile ci vorrà del tempo per recepire tutte le novità introdotte dalla riforma. “Oggi con alcuni mesi di anticipo  entra in vigore la riforma Cartabia, anche se credo che i tempi per metabolizzare ed applicare in modo concreto ogni singola novità da parte di tutti gli operatori della giustizia non siano brevissimi. Sarà il tempo a dire se ci troviamo di fronte ad una vera e concreta riforma, con il raggiungimento di tutti i dichiarati obiettivi di semplificazione e brevità nei termini stabiliti dal legislatore, o sia l’ennesimo vano tentativo del Ministro di turno di mettere mano al sistema giustizia”.

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