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Sicignano ospite della libreria Mondadori: racconto le relazioni che plasmano la nostra identità ma ci rendono anche prigionieri

“Ho scelto di parlare di legami che ci fanno sentire liberi e al tempo stesso chiusi in gabbia, provando ad interrogarmi sull’idea di famiglia e insieme del peso che il passato ha sulle nostre vite”. Spiega così Marzia Sicignano, scrittrice ventisettenne, originaria di Scafati. l’idea da cui nasce il suo romanzo “Dove si nascondo le lacrime?”, ospite della libreria Mondadori al Corso Vittorio Emanuele.

“L’idea – prosegue Marzia – era quella di un romanzo che raccontasse l’estate, stagione a cui sono profondamente legata. Fin da quando sono bambina ho sempre trascorso tutta l’estate a Santa Maria di Castellabate con i miei nonni e ho sempre pensato che in quei mesi è racchiusa tantissima vita. Di qui l’idea di un romanzo che si snodasse nel tempo estivo. Scopriamo così la storia di Chiara e Samuele che rimettono piede sull’Isola a distanza di anni dal loro ultimo incontro.  Non solo cugini quasi fratelli, erano una cosa sola, talmente mescolati l’uno dentro l’altra da non capire dove iniziasse lui e dove lei. Ed era stato sempre così, da quando, bambini, si erano ritrovati a passare le loro estati a casa della nonna. La loro è un’amicizia profonda che è più di un’amicizia, contraddistinta anche da una forte gelosia, si amano come non hanno mai amato nessun altro e vivono l’estate come in una bolla. Si conoscono così bene che nel raccontare l’uno dell’altra è come se parlassero di se stessi. Rapporti come questi, fortemente morbosi e possessivi, ci segnano e diventano l’occasione per riflettere su quanto una persona possa cambiarci la vita e determinare per sempre la nostra identità. Tanto che, se guardiamo indietro non sapremmo dire chi siamo, se non avessimo conosciuto quella persona”. Un libro che è anche un omaggio “al mondo dei nonni, troppo spesso dimenticati, mentre svolgono un ruolo cruciale e a tutto ciò che è parte della famiglia, al di là dei legami di sangue”

Spiega come “Quando ho cominciato a scrivere mi concentravo sui miei sentimenti, cercavo di raccontare la mia emotività. Ho capito, poi, che potevo provare ad esplorare anche emozioni che non mi appartenevano del tutto. Così sono nati i primi romanzi. Parto da un sentimento su cui mi piacerebbe riflettere e così comincia il miracolo della scrittura”. Chiarisce di non aver avuto difficoltà, in quanto scrittrice, nel vedere pubblicati e far conoscere i propri libri “Nel mio percorso l’essere donna non mi ha condizionato in maniera negativa. Ma è indubbio che le scrittrici continuano ad essere poco studiate e conosciute e parlo anche di scrittrici straordinarie come Elsa Morante, Elena Ferrante o la stessa Silvia Avallone”. Sottolinea la funzione fondamentale delle librerie nella promozione della lettura “Il libro cartaceo continua ad essere una cosa meravigliosa e ammiro tantissimo il coraggio e la determinazione dei librai che sanno ancora consigliare i lettori perché amano ciò che fanno. Ne ho incontrati tanti nel corso delle mie presentazioni”.

Sulla crisi della lettura tra i giovani “Esiste oggi una sorta di snobismo che non mi piace. Si dimentica che il libro è innanzitutto una forma di intrattenimento e, se non ci si abitua a leggere fin da piccoli, non si leggerà mai. Ognuno deve essere scegliere di leggere il libro che desidera, senza distinzioni, senza doversi preoccupare dei giudizi degli altri. Poi, è chiaro che un libro ha un potere straordinario, possiamo leggere per distrarci  o perché andiamo alla ricerca di una narrazione che ci squarci l’anima.  Quando leggo cerco innanzitutto una storia che sia scritta bene ma sono anche convinta che un libro ti debba parlare, debba entrarti dentro o trovare le parole per te. Così come ci son libri che ci regalano semplicemente splendidi pomeriggi ed è bello sia così”

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Floriana Guerriero

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