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Sicurezza, lavoratori e sindacati in piazza: si istituisca il reato di omicidio sul lavoro con una procura speciale

“Le morti sul lavoro sono un’emergenza nazionale, finchè il governo non istituirà il reato di omicidio sul lavoro e una procura speciale per garantire che le procedure di giudizio siano veloci non faremo nessun passo in avanti”. Lo ribadisce Luigi Simeone della Uil, in occasione del presidio di questa mattina a piazza Libertà, che ha visto protagonisti sindacati e lavoratori per chiedere un intervento più forte del governo sul tema della sicurezza sul lavoro, dopo la tragedia di Firenze, le morti che appena in 50 giorni del 2024 sono 146 e l’ultimo decesso in provincia di Avellino in un cantiere di Monteforte “Purtroppo gli atti del governo vanno in una diversa direzione – spiega Simeone – Se si continuano a premiare le aziende che regolarizzano la loro posizione sul piano del rispetto delle norme di sicurezza non riusciremo mai a raggiungere l’obiettivo di ridurre a zero le morti sul lavoro”. Ribadisce la “responsabilità delle aziende che vogliono risparmiare a tutti i costi sulla pelle degli operai. Ecco perchè consegneremo al presidente della Provincia Buonopane un documento da inviare al governo. Gli chiederemo inoltre di promuovere una seduta del Consiglio provinciale per sensibilizzare tutti i sindaci su un’assunzione di responsabilità concreta, inserendo nelle gare d’appalto dei vincoli e dei limiti alle norme sui sub appalti e massimi ribassi in tutte le gare pubbliche ad iniziare da quelle per il Pnrr, rilanciando il protocollo siglato nella primavera del 2022 tra Provincia di Avellino e Asi. La aziende che non rispettano le norme devono essere bandite dalla partecipazione alle gare d’appalto pubbliche”.

“Chiediamo al governo – spiega Massimo Graziano della Cgil – di rivedere la liberalizzazione del subappalto, di farsi carico del diritto a vivere delle lavoratrici e dei lavoratori, contro lo sfruttamento, la logica del ribasso, di rafforzare risorse per la vigilanza con controlli sistemici e coordinati tra i vari organismi, prevedere la responsabilità di cantieri e fliere in capo ad un unico soggetto. Non può prevalere la logica del profitto, basta con gli appalti a cascata che impongono risparmi su materiali e sicurezza. Non possiamo ripetere ogni volta l’inutile rituale di scendere in piazza dopo l’ennesimo incidente, gli operai non possono uscire di casa per andare a lavorare rischiando di non tornare più dalle loro famiglie”. Spiega come “Dobbiamo chiedere al governo maggiori controlli e che chi controlla sia messo in condizione di poterlo fare. Il numero degli ispettori è eseguo rispetto alle aziende nelle quali effettuare sopralluoghi. Non possiamo lasciare le aziende libere di produrre senza il rispetto delle norme più elementari di sicurezza, dobbiamo rimettere al centro la qualità del lavoro e la salute delle persone. Abbiamo gli strumenti per fare di più”

Nel documento consegnato alla Provincia si chiede inoltre di rafforzare tutele ed agibilità necessarie per i delegati alla sicurezza “serve il rispristino della parità di trattamento negli appalti e le responsabilità dell’impresa committente; applicazione dei CCNL del settore di riferimento, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali, formazione obbligatoria prima di accedere nei luoghi di lavoro”

Tanti i lavoratori come Rhadar, pachistano che chiedono di far sentire la loro voce “Lavoro in una cantiere di Avellino ma se continuano a venire meno le norme sulla sicurezza dovrò rinunciare al lavoro. Ho moglie e figli non posso rischiare”

 

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