Un omaggio alla memoria di Tonino Russo, attraverso le parole, i ricordi e le pagine di un libro che torna oggi a raccontare la sua sensibilità e il suo mondo. È questo il senso dell’iniziativa “Tonino Russo nel cuore – Nusco rende omaggio alla sua memoria”, in programma lunedì 17 agosto 2026, alle ore 18, presso la sede della Misericordia di Nusco.
Al centro dell’appuntamento ci sarà la presentazione della ristampa di “Note di vita liriche”, volume pubblicato originariamente nel 1987, che rappresenta una testimonianza significativa del percorso umano e artistico di Russo.
La serata sarà anche un momento collettivo di ricordo, affidato alle testimonianze di quanti hanno conosciuto e condiviso con lui esperienze e momenti di vita. Dopo i saluti di Antonio Iuliano, sindaco di Nusco, e di Felicia Iuliano, per la Misericordia, spazio sarà dato alle “Voci del ricordo”, con gli interventi di Giuseppe Barbone, Gianni Marino, Peppino Iuliano e Filomena Marino.
Un contributo particolare sarà dedicato anche all’immagine e alla veste grafica del volume, con il ricordo di Luigi Prudente, autore del ritratto utilizzato per la copertina, e di Michele Nigro, della Tipografia Azzurra Comunicazione.
A scandire il pomeriggio saranno inoltre le letture di Salvatore Mazza, chiamato a restituire attraverso la voce alcune pagine e suggestioni dell’opera.
L’iniziativa assume così il valore di un vero e proprio incontro tra memoria e cultura: non soltanto la riproposizione di un libro, ma la volontà di mantenere vivo il ricordo di una persona attraverso ciò che ha lasciato scritto e attraverso la testimonianza di chi lo ha conosciuto.
L’appuntamento avrà anche una finalità solidale. L’intero incasso sarà infatti devoluto alla Misericordia “Pro Civitate Nusci”, a conferma di come il ricordo possa trasformarsi in un gesto concreto a favore della comunità.
Pubblichiamo di seguito la riflessione di Gianni Marino dedicata al volume
Durante questo inverno, ho ricevuto una telefonata dalla Sardegna dove vive e lavora di Giuseppe Barbone: avendo letto su Facebook un mio post sulla scomparsa del nuscano Tonino Russo, mi chiedeva notizie di un libricino – da me citato nel ricordo – da Tonino pubblicato in vita nel 1987. Quella sua richiesta mi spinse a rifarne non senza emozione una struggente lettura. Devo a Giuseppe – la sua nonna Silvia De Mita era sorella alla nonna Arcangela di Tonino – l’idea di ristampare quel libricino e ricordare in modo collettivo una persona speciale che tutti a Nusco oggi ricordano. Era nato l’1 gennaio del 1952 Tonino da Luigi Amato Russo calzolaio e Felicita (Filicina) Biancaniello sarta. Primogenita era Lina che sposò Vincenzo Della Sala (ricordo come in film il loro matrimonio in Via Santa Chiara) per poi emigrare in Francia e da qualche anno scomparsa. I suoi fratelli : Pietro, Tonino e Lorenzo. Fin da quegli anni cinquanta, la dimensione personale si intrecciò con l’esistenza di Tonino, studente della scuola media con mio fratello Domenico e l’amico Michele Chieffo, complici in tutto nel loro affetto ricco di burle per il prof. don Renato De Paulis. Tonino era per i fratelli Marino un fratello minore, ma oggi per me quegli anni nel tempo presente sembrano stazioni di una perenne via crucis, chiodi conficcati nel cuore e nella mente. Ho sempre pensato che la nostra esistenza non è altro che un percorso di possibili incontri che ti attraversano, ma che alla fin fine si riducono a centinaia di cerchi ondosi che si infrangono sulle scogliere. E il dolore o la gioia non sono altro che venti leggeri o tempestosi che ne agitano la superficie. Ho sempre pensato che con l’avanzare degli anni ritorna prepotente la nostalgia della giovinezza, il suo ricordo e le persone che in quella stagione avemmo modo di incontrare e frequentare. Comunanza di affetti, di sogni e speranze: Tonino, studente liceale timido e scontroso, geniale e brillante (aveva scelto Fisica come materia d’esame), la sua partenza per studiare a Milano, i primi sintomi del “ male oscuro” che lentamente lo avvolse. Chi conosce quanto sia doloroso affrontare la sofferenza psichica e il cosiddetto pensiero deragliato, ne resta per tutta la vita affranto e impara a rispettare e conoscere meglio gli altri. Voglio ricordare Tonino sereno e pieno di speranze: dal 1979 per anni impiegato – figli di una legge voluta da Tina Anselmi – presso il Comune di Nusco. Per anni il segretario comunale Mario Bianchino sapeva farsi ascoltare nei momenti difficili della sua quotidianità, sapendo cogliere la sua intelligenza e il significato vero di quanto soleva ripetergli che gli uomini non sono dei numeri sul lavoro e nella vita. C’era nella sua vita – ha scritto Tonino Grosso – il bisogno di andare alla radice di sé stesso per ristabilire un’autentica comunicazione con le cose e con i suoi simili: la poesia è stata uno strumento di tale ricerca. In lui ogni poesia è anche un dialogo con la parte oscura, un viaggio in un mondo che appartiene solo a lui, ma anche parte del nostro mondo, che per certi aspetti guardiamo ma non sappiamo vederlo. Antoine de Saint-exupéry diceva che “l’essenziale è invisibile agli occhi”.
Se la vita è un mistero, lo è ancor di più il “pensiero” che nato non si sa come e dove conserva intatto il significato dell’esistenza. Siamo troppo addomesticati al pensiero normale. Forse dovremmo saper ascoltare il “pensiero diverso ed innocente”. I Greci lo avevano capito duemila anni fa, mentre noi lo abbiamo purtroppo dimenticato per delirio di potenza. Era il 22 novembre del 2018 quando noi e Nusco restammo orfani della lezione esistenziale di Tonino Russo. Noi non lo abbiamo dimenticato.



