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Quel legame, inavvertito, tra Assisi e Montemarano

 – di Mino Mastromarino –

Nella Basilica Superiore di Assisi, tra i ventotto episodi della biografia francescana raffigurati da Giotto, vi è l’affresco sul miracolo della morta di Montemarano.

E’ San Bonaventura da Bagnoregio a raccontare nella Leggenda Maggiore che  nel 1228 ” a Monte Marano, nei pressi di Benevento, venne a morire una donna devota di San Francesco. Di notte, mentre il clero si era rìunito per il canto delle esequie e delle vigilie con i salteri, ad un tratto, sotto gli occhi di tutti, la morta si pose a sedere sul letto.

Chiamò uno dei sacerdoti presenti che era suo padrino e così gli parlò:

Accostatevi, o padre, e udite una mia colpa che non confessai in vita. Avrei dovuto scontarla in un carcere duro, ma San Francesco, in premio della mia devozione, mi ha ottenuto di  svegliarmi dal sonno di morte per poter così confessare il mio peccato e volarmene defilata al cielo.

Al sacerdote che tremava quanto lei, manifestò ogni cosa. Dopo di aver ricevuto l’assoluzione, si distese sul letto e si spense placidamente nel bacio del Signore…“.

Chiara Frugoni, ineguagliabile storica del Medioevo, ha dedicato agli affreschi giotteschi un libro           ( Le Storie di San Francesco ), di recente ripubblicato da Einaudi, in cui spiega bene l’importanza anche teologica del prodigio francescano. Secondo la studiosa, resuscitare i morti era un miracolo fuor del comune, uno dei carismi concesso da Cristo agli apostoli; anche Francesco è in grado di compiere il medesimo prodigio, sospendendo o invertendo  il giudizio di Dio, perché in riconoscimento della sua straordinaria santità  è stato beneficato del miracolo delle stimmate. Perciò, “ bisogna essere devoti a Francesco il santo che, come dimostrano le stimmate, Dio ascolta, avendogli accordato un simile e inaudito privilegio”.

Purtroppo, solo nel 2008, e per iniziativa del giornalista Aldo de Francesco e dell’allora amministrazione comunale ( guidata  da Renato Coscia e Concetta Corso ), è avvenuto il ri-conoscimento di questo legame spirituale, figurativo, storico tra Montemarano e Assisi – una vera e propria agnizione –  con la collocazione solenne della riproduzione dell’affresco nella Cattedrale di Santa Maria Assunta.

Ed è un peccato che sinora – nemmeno per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco –  non si sia fatto e non si faccia  nulla.

Ed è anche e soprattutto con  questo genere di peccati che si spiegano l’estinzione e l’irrilevanza delle aree interne.

 

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