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Tonino Taiuti in scena al Ridotto del Mercadante con “Play Viviani”

Tonino Taiuti torna a uno degli autori più amati, Raffaele Viviani, che ha frequentato in tempi lontani con Toni Servillo in Zingari e più di recente con Alfredo Arias in Circo equestre Sgueglia e lo fa con lo spettacolo Play Viviani, dal 22 febbraio al 3 marzo al Ridotto del Mercadante. Da Raffaele Viviani, diretto e interpretato da Tonino Taiuti, spazio scenico Tonino Taiuti, costumi Sara Marino, disegno luci Carmine Pierri, produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale.

Il romanzo polifonico che Raffaele Viviani ha realizzato con il suo teatro diventa qui un coro per voce sola. Tonino Taiuti dopo aver sperimentato la formula con Lino Musella in Play duet (Uno e Due) e averla poi rodata con Gatto randagio, quel play, lo trasforma in un metodo e in un programma per affrontare il teatro del passato e del presente, per “giocarci” interpretandolo, recitarlo e cantarlo in delle ricostruzioni inedite. Così come ha fatto di recente con Play Moscato, autore a cui è legato da vicinanza artistica e poetica.  Diversamente, però, dal passato, Taiuti in questo spettacolo ci mostra l’autore in una nuova prospettiva: Viviani è l’immediatezza dell’agire scenico che viene rappresentato quasi sempre calcando quel segno realistico che gli è proprio, all’opposto Play Viviani mette in primo piano la poesia che accompagna i personaggi e che definisce il loro mondo, una poesia della vita e dell’esistenza fatta di cose elementari e necessarie, che offre una sorta di aura a quasi tutta quella folla di “persone” che l’autore convoca in scena.

Taiuti costruisce drammaturgicamente un percorso circolare, come l’arena di un circo in cui i personaggi sono anime che ritornano, riaffiorano, per modulare una sorta di Spoon river di Viviani e di quel mondo. Se nelle opere originali la storia centrale è accompagnata dalle mille voci che ne fanno da scenario e sostrato, Taiuti innesta invece i vari personaggi uno nell’altro senza costruire una storia definita, ma li fa incontrare ponendoli su un’altalena che ciondola tra tragedia e commedia per definire e strutturare una ideale hilarotragedia che fa da tessuto allo spettacolo. Il tutto è reso ancora più forte se si pensa alla matrice prima del commediografo: il varietà. È una formula questa che ripensata permette a un artista contemporaneo, come Taiuti, di utilizzare il canto, la battuta, il comico, la musica ambient, come strumenti essenziali per rielaborare e creare un corto circuito interno, che non è mai ricostruzione, ma che arriva a misurarsi con l’oggi, con una contemporaneità che continuamente si affaccia in scena.

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