La questione dell’incidenza delle patologie tumorali in Irpinia richiede un approfondimento scientifico, istituzionale e ambientale che coinvolga l’intero territorio. È questo il tema della iniziativa, già annunciata nei giorni scorsi dalla vicesindaca e assessore all’ambiente Anna D’Aliasi e subito promossa dal Comune di Avellino, che ha trasmesso una convocazione a sindaci, amministratori, autorità sanitarie, istituzioni scientifiche, rappresentanti del mondo produttivo e associazioni ambientaliste per avviare la costituzione di un tavolo tecnico permanente per l’approfondimento dei dati sull’incidenza tumorale nel territorio di Avellino e dell’Irpinia.
Il rapporto sull’inquinamento del territorio e sull’incidenza tumorale in Irpinia, elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità su incarico della Procura di Avellino, sarà al centro del confronto.
Il Comune di Avellino “nell’ambito del proprio ruolo istituzionale di rappresentanza della comunità e di promozione della tutela della salute pubblica e dell’ambiente, ritiene necessario promuovere un momento strutturato di confronto e collaborazione in merito ai dati relativi all’incidenza tumorale nel territorio avellinese e irpino”, si legge nella convocazione.
Una questione che, secondo l’amministrazione guidata dal sindaco Nello Pizza, necessita di “un approfondimento rigoroso, fondato su evidenze scientifiche e sostenuto dalla collaborazione tra Amministrazioni locali, Organismi di controllo ambientale, Autorità sanitarie, Istituzioni scientifiche e Associazioni impegnate nella tutela del territorio”.
L’obiettivo dichiarato è quello di superare la frammentarietà degli interventi attraverso una sede stabile di analisi, confronto e coordinamento: “Il Comune di Avellino intende promuovere la costituzione di un Tavolo tecnico permanente quale sede stabile di analisi, confronto e coordinamento, con l’obiettivo di esaminare i dati disponibili, approfondire le eventuali criticità e individuare possibili iniziative condivise in materia di prevenzione, monitoraggio ambientale e tutela della salute dei cittadini”.
Il documento individua sette direttrici operative sulle quali dovrà svilupparsi il lavoro del Tavolo.
In primo luogo, l’analisi e l’approfondimento dei contenuti del rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, con il contributo di referenti scientifici competenti. A questa attività si affiancherà l’esame dei dati epidemiologici relativi all’incidenza e alla mortalità per patologie tumorali nell’area di Avellino e in Irpinia.
Un altro passaggio fondamentale sarà il confronto tra informazioni sanitarie e dati ambientali, per individuare eventuali ulteriori esigenze di studio e approfondimento.
Previsto inoltre il coordinamento tra Comuni, ARPA Campania, autorità sanitarie e istituzioni scientifiche, con la possibilità di formulare proposte operative per rafforzare le attività di prevenzione e sorveglianza, sempre “nel rispetto delle competenze dei singoli Enti”.
Tra gli obiettivi figura anche quello di “assicurare un’informazione corretta, trasparente e accessibile alla cittadinanza sui risultati degli approfondimenti e sulle iniziative intraprese”, oltre alla realizzazione di “una pianificazione partecipata inclusiva delle direttrici di tutti gli stakeholders territoriali”.
Significativo il coinvolgimento di personalità del mondo scientifico e universitario.
Tra i destinatari della comunicazione figurano il professor ingegner Giovanni De Feo, docente e studioso delle tematiche ambientali, e la professoressa Micla Pennetta, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
È stato inoltre coinvolto il dottor Antonio Limone, direttore generale dell’ASL di Caserta.
Per il mondo sanitario e scientifico sono stati invitati l’Istituto Superiore di Sanità, il Centro Ricerche Oncologiche dell’Istituto dei Tumori di Napoli, la Direzione generale dell’ASL di Avellino, la Direzione generale dell’AORN San Giuseppe Moscati e l’Ordine dei Medici della provincia di Avellino.
Tra gli organismi chiamati a partecipare figura anche l’ARPA Campania, attraverso la propria Direzione generale, per il contributo sulle questioni ambientali e sulle attività di monitoraggio.
L’invito è stato indirizzato a numerosi sindaci della provincia di Avellino. Sono stati coinvolti i Comuni di Solofra, San Michele di Serino, Atripalda, Manocalzati, Monteforte Irpino, Aiello del Sabato, Montefredane, Montoro, Forino, Ospedaletto d’Alpinolo, Montemarano, Pratola Serra, Prata di Principato Ultra, Serino, Capriglia Irpina e Mercogliano.
Destinatari della comunicazione anche il presidente della Provincia di Avellino Fausto Picone e il Consorzio ASI, oltre all’Unione degli Industriali della provincia di Avellino.
Sono stati inoltre invitati monsignor Arturo Aiello, vescovo di Avellino, e monsignor Andrea Bellandi, vescovo di Salerno, oltre alla Prefettura di Avellino e alla Procura della Repubblica di Avellino.
A partecipare anche Legambiente, ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente), WWF Campania, il comitato Salviamo la Valle del Sabato, il Circolo Legambiente Valle Solofrana Solofra-Montoro APS e il Circolo Legambiente Alta Valle del Sabato APS.
Il Comune di Avellino ha fissato per il 10 novembre, alle ore 9:30, presso la sala consiliare di Palazzo di Città, il primo incontro istituzionale finalizzato all’avvio del Tavolo tecnico permanente.
Nel corso della riunione si dovranno concordare la composizione del tavolo tecnico, le modalità organizzative, il calendario delle riunioni e le priorità di lavoro.
A ciascun ente o organismo interessato viene inoltre proposto di individuare un proprio referente, così da garantire un’efficace partecipazione e la continuità delle attività.
Nella parte conclusiva della comunicazione, il Comune ribadisce la necessità di un impegno condiviso: “La tutela della salute pubblica e dell’ambiente rappresenta una responsabilità condivisa che richiede collaborazione, competenza e piena disponibilità al confronto-2.
E ancora: “Il Comune di Avellino intende pertanto farsi promotore di questo percorso, nella convinzione che solo attraverso un’azione coordinata e basata su dati scientifici verificabili sia possibile fornire risposte adeguate alle legittime esigenze di conoscenza e tutela espresse dal territorio”.

