Lunedì, 10 Agosto 2026
06.39 (Roma)

Ultimi articoli

Di Dora Garofalo

“Superare le disuguaglianze legate al genere è una battaglia che riguarda tutti. E’ come se il paese giocasse solo con metà dei giocatori in campo, troppe le donne che non lavorano o non ricoprono ruoli all’altezza delle loro competenze. In ballo c’è lo sviluppo del paese”. A sottolinearlo la consigliera provinciale di parità Vincenza Luciano nella Giornata Internazionale dei diritti della donna nel corso del confronto “Tutti per la parità” trasmesso sui canali facebook della Provincia di Avellino, Museo Irpino, Biblioteca Provinciale. Le donne si sono raccontate attraverso una serie di video realizzati dai Comuni della Provincia che hanno aderito all’iniziativa attraverso sindaci e loro delegate. E’ la consigliera provinciale Rosanna Repole a sottolineare come “Non ho incontrato difficoltà nel mio lavoro di amministratrice, sono stata sindaco negli anni del sisma e ho stabilito una buona relazione con la popolazione. Tuttavia, è indubbio che dobbiamo ancora fare i conti con una cultura maschilista. Inoltre, in tempi di pandemia diventa più difficile esserci dal punto di vista lavorativo, ecco perché diventa fondamentale sostenerle nella formazione, mettere a confronto esperienza, promuovere una politica a favore delle donne. Come Provincia abbiamo cercato di fare la nostra parte attraverso un premio per le tesi contro le violenze di genere e corsi di formazione”

“Tutti per la parità”, è il titolo dell’iniziativa promossa dalla Consigliera di parità della Provincia di Avellino, Vincenza Luciano, per celebrare la Giornata internazionale dei diritti della donna. Domani, alle 12, appuntamento sui canali facebook della Provincia di Avellino, Museo Irpino, Biblioteca Provinciale e Consigliera di Parità. In programma una sequenza di video realizzati da alcuni Comuni della provincia di Avellino che hanno aderito all’iniziativa attraverso sindaci e loro delegate. “Un anno fa – spiega la Consigliera di Parità, Vincenza Luciano – iniziava il primo lockdown e rischiamo oggi di dover affrontare la stessa situazione di allora. Volevamo comunque dare un segnale di presenza per questo 8 marzo a tutta la nostra comunità. Proprio dai Comuni è stato accolto l’invito a dare questo segnale a favore delle donne. Le donne che lottano per rivendicare il diritto a svolgere un’occupazione retribuita al pari degli uomini. Il video, che ha incontrato immediatamente la risposta positiva del presidente Domenico Biancardi, fa capire che davvero non ci sono limiti a ciò che si può fare insieme. Un’iniziativa resa possibile grazie al sostegno della direttrice generale della Provincia, Monica Cinque, della Fidapa-Sezione di Sant’Andrea di Conza e di Roberto D’Avanzo, Pierpaolo Vaselli e Cristian Montuori per la produzione del video”.

Diciamo subito che l’8 marzo non è una festa come tutte le altre, tant’è che i ragazzi vanno a scuola e gli adulti a lavorare. Ma quel rametto di mimosa che spunta tra le mani dice che si commemora qualcosa: un giorno triste? Un giorno rosa? Un giorno di riflessione? Certamente un giorno importante in cui si celebra la forza delle donne e l’arduo cammino di emancipazione e di parità che non è ancora terminato. La festa ha un’origine piuttosto triste e il vero significato del dono floreale è, in un certo senso, quello di chiedere scusa alle donne per i soprusi e le violenze di cui  sono ancora vittime. Pare, ormai, assodato che sono solo leggende quelle che vogliono associare questa data ad un incendio avvenuto agli inizi del secolo scorso in una fabbrica tessile americana, durante il quale perirono 129 operaie. Tutto, comunque, cominciò negli Stati Uniti dove il 3 maggio 1908 le donne socialiste organizzarono il primo Woman’s Day al Garick teatro di Chicago. Visto il grande successo ottenuto, la conferenza venne replicata tutti gli anni. La festa della donna uscì dai confini americani nel 1910. Furono la guerra mondiale e la rivoluzione bolscevica ad imporre a tutto il mondo la data dell’8 marzo. L’Italia cominciò a festeggiare il giorno della donna regolarmente solo molto più tardi, a partire dal 1945. Fino ad allora non si era mai sentito parlare della giornata internazionale della donna.  Solo dopo qualche anno, il 2 giugno 1946, le donne italiane hanno diritto al voto partecipando al referendum che sanziona la nascita della Repubblica. Il primo gennaio 1948, quando entra in vigore la Costituzione, si apprende con entusiasmo che alcuni articoli ( 3- 29- 37- 48 ) riguardano le donne. Nell’aprile del 1975, con il nuovo diritto di famiglia, viene rafforzata ulteriormente la parità uomo-donna. Sarebbe, comunque, troppo lungo fare il quadro dell’evoluzione dei diritti delle donne nella Unione Europea dal  1995 ad oggi, anche perché la conquista dei diritti umani delle donne è anche conquista dei diritti culturali delle stesse, come definito nella conferenza dell’Unesco a Stoccolma. Qui, in sede europea, viene riconosciuto e valorizzato per la prima volta nella primavera del 1998 l’apporto delle donne alla produzione culturale, artistica e scientifica. Oggi, almeno nel mondo occidentale, la donna esercita indistintamente tutte le professioni degli uomini ed occupa dei posti importantissimi, anche se l’uguaglianza sociale, economica e politica tra uomini e donne è ancora lontana dall’essere raggiunta. Certamente sono remoti i tempi in cui alle donne era preclusa l’iscrizione alla facoltà di medicina. Adesso sono proprio loro, più determinate e volitive, a vincere i maschietti nella corsa alla sospirata laurea. Purtroppo i loro sforzi non trovano un’adeguata risposta. Né la situazione è più rosea nel campo della grande industria, dove il 97 per cento dei manager sono uomini. Per di più, a parità di qualifica, solo il 26% delle donne guadagna più di 100 mila euro l’anno, contro il 41% degli uomini. Più massiccia la presenza femminile nelle piccole e medie aziende, molte volte a conduzione familiare, e nel settore terziario.  Una dimensione che permette alle donne di essere indipendenti economicamente senza trascurare la famiglia. Esse, infatti, nonostante abbiano da tempo messo in cantina l’anacronistica massima decantata dagli antichi Romani “domi mansit, lanam fecit”, non hanno per fortuna nessuna intenzione di rinunciare alla sfera del privato. La loro sapienza consiste proprio in una straordinaria capacità di sdoppiamento della personalità tra la casa e l’esterno, in questo adattarsi alla diversità degli ambienti ed alla varietà dei diversi compiti. Insomma, una vita tutta di corsa che la vede passare con naturalezza dai fornelli e dai giochi con i bambini ad estenuanti ore dietro ad una scrivania o ad un banco da lavoro per assolvere incarichi o oneri gravosi non meno di quelli dei signori uomini. Un risultato positivo quest’ultimo, il quale dimostra che anni e anni di fatica, spesso oscuri, non sono andati del tutto perduti. Tale stupenda e coraggiosa versatilità delle donne, però, ancora oggi, in termini di parità con gli uomini, non trova risposta nei numeri relativamente all’occupazione, ove in venti anni la loro percentuale nella popolazione attiva è aumentata solo di poco. Il quadro si presenta a tinte  fosche  nei paesi del Terzo Mondo. Qui, negli ultimi trent’anni, si è verificato un fenomeno noto come “femminilizzazione della povertà” per l’alta percentuale di donne che vivono sotto la soglia di povertà. Inoltre, ancora oggi, in pieno XXI secolo, in molti di questi paesi le donne, come quelle fantasma di Kabul, vivono sotto una legge di ferro implacabile che prescrive, tra le tante incivili norme da rispettare, l’orribile pratica dell’infibulazione. Guardando nella scia del tempo, appare chiaro che la riscoperta del genio femminile è, purtroppo, molto recente. La letteratura greca e quella romana, infatti, presentano un quadro davvero poco edificante della donna. Euripide, Platone ed Aristotele la pongono in stato di netta inferiorità rispetto all’uomo. Marziale, Plauto e Giovenale la condannano a vivere in una situazione di perpetua soggezione. Esclusa dallo spazio pubblico, nell’antica Grecia la donna non riveste alcuna carica di responsabilità; con il Diritto Romano e la figura del pater familias, questa mancanza di responsabilità si estende allo spazio privato. E’ con il cristianesimo che la donna acquista dignità, un nuovo ruolo sociale e una sostanziale parità nella complementarità con l’uomo. Gesù, andando contro corrente, mostrò di apprezzare le donne fino ad affidare il messaggio della propria resurrezione a Maria  Maddalena. Il Medioevo, nonostante l’attribuzione del peccato originale alle donne e, quindi, delle sofferenze terrene, è dominato da donne famose per le quali sono stati versati fiumi d’inchiostro. Nel Medioevo le donne hanno vissuto tempi bui, ma anche speranze forti. Un percorso, comunque, quello delle donne, sempre in salita e  in solitudine, spesso compagna di viaggio della loro esistenza. Ancora oggi, troppo spesso le idee e le azioni delle donne sono ostacolate, sminuite e, talvolta, oggetto di forme di ricatto e mancato riconoscimento. La letteratura, l’arte, la storia, la cultura in genere hanno dimostrato, il più delle volte, verso di esse un sentimento complesso, misto di insofferenza, di noncuranza, di disprezzo, di ammirazione. Un panorama, questo, in cui la diffidenza fa certamente capolino. Ma al di là di qualsiasi pregiudizio o giudizio fazioso, va detto che l’8 marzo ha un significato molto più profondo della sublimazione consumistica che per certi versi banalizza l’evento. In questa giornata le donne si incontrano per dibattere di questioni importanti, quali il femminicidio, la violenza sessuale, il valore assoluto della vita e i casi pietosi che commuovono ed influenzano le decisioni serie e razionali della politica, i crimini di guerra, lo stupro, la prostituzione forzata, l’infibulazione, e di tante altre forme di violenza di pari gravità che restano ancora irrisolte.  Eppure sono forme di violenza antiche quanto mai, sempre più attuali e in continuo aumento, che accadono intorno a noi, ci coinvolgono e ci rendono, per qualche verso, corresponsabili. E non si sa se il rimedio sia nelle politiche governative o nella rivoluzione morale della società sempre rinviata, persino derisa, comunque mancata. Si ha l’impressione che chi è preposto alla tutela dei bisognosi e degli inermi non ha la forza, o forse la volontà, di modificare l’impianto compassionevole di una legislazione carente. Resta la speranza che un giorno non molto lontano l’orologio della storia possa  affrancare tante vittime dal marchio dell’anonimato e della  inferiorità e scandire sentimenti diversi, vitali, umani, capaci di far fiorire quel rametto di mimosa persino sull’arida roccia se trova anche solo un granello di terra buona, di quella terra che ebbe vita da un alito, in tempi senza tempo. L’8 marzo è, dunque, un giorno che non concorre solo a rendere perenne un’occasione di rituale consumistico,  bensì  è una ricorrenza per ricordare, a quanti l’hanno dimenticato o l’hanno da sempre ignorato, che le donne costituiscono l’altra metà del cielo.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Tragedia a Paestum, in provincia di Salerno, dove una donna di 62 anni di Atripalda è morta in spiaggia. Il…

Il fenomeno della violenza stradale legato a liti tra conducenti per motivi di viabilità è in forte crescita nel nostro…

Il primo fine settimana di agosto si è chiuso con un bilancio drammatico sulla rete stradale italiana: tra il 31…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Bilancio positivo per il primo appuntamento alla scoperta dei gioielli del territorio promosso da Legambiente nell’ambito del cartellone estivo. In tantissimi hanno scelto di andare “Al chiaro di luna” alla scoperta dei Cunicoli Longobardi e del Casino del Principe, accompagnati dalle note dei Deja Vu (Carmen De Vito e Stefano...

Tragedia a Paestum, in provincia di Salerno, dove una donna di 62 anni di Atripalda è morta in spiaggia. Il dramma è avvenuto stamane in uno stabilimento balneare in località Licinella. La donna, L. A. le sue iniziali, è stata colpita da un malore durante il pomeriggio di oggi, domenica...

Festeggiano oggi il loro anniversario di matrimonio la professoressa Milena Montanile e Claudio Dell’Angelo, amici carissimi della nostra redazione. Un anniversario speciale che hanno scelto di trascorrere nella città di Kafka come scenario di un amore che ha generato metamorfosi impensate nelle loro vite. Un amore che ricorda come la...

Offrire un contributo alla salvaguardia della memoria del territorio. E’ l’idea da cui nasce il Premio “Autori Irpini 2026”, promosso nell’ambito della Biblioteca degli Autori Irpini – Biblioteca Diffusa, con il patrocinio del Comune di Lacedonia. Un premio, tenutosi lo scorso 7 agosto nella cornice del Mavi di Lacedonia, che...

Ultimi articoli

Attualità

Mirabella Eclano – Ci sono alcune difficoltà. Ma probabilmente, con grande senso di volontà ed appartenenza, oltre ovviamente alla questione…

Sono il CSV Irpinia Sannio ETS-Cesvolab e le tante organizzazioni aderenti ad esprimere vivo cordoglio per la scomparsa dell’onorevole Roberto…

Il Circolo del Partito Democratico di Serino esprime la propria totale e ferma contrarietà alla decisione della Giunta Comunale di…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy