E’ nella tensione tra passato e futuro una delle chiavi per comprendere l’universo di Cinzia Coppola, al centro della raccolta “Un astro piccolo piccolo”, presentata presso il Caffè solidale Hope di Avellino. A confrontarsi con l’autrice, moderati da Gianluca Amatucci, Pasquale Luca Nacca di Insieme per Avellino e la giornalista Floriana Guerriero. Tanti gli spunti di riflessione emersi dall’incontro. Guerriero ha posto l’accento sulla capacità della raccolta di rispondere alle domande sul mistero della vita, a partire dal legame tra uomo e natura “Si percepisce un’autentica osmosi tra natura ed esseri viventi, tanto che l’io poetico arriva a fondersi con lo spazio circostante, diventando vento e terra. Ogni immagine, ogni paesaggio esteriore non può che evocare dimensioni che appartengono all’anima. Costante il richiamo al trascendente. Il fiore stesso sembra richiamare la presenza del divino, poichè non conosce la bugia del tempo ma si fa simbolo della forza della vita: “Eppure la vita estrema lo attraversa/nuvole e vento al di sopra/bruchi e formiche sotto/tutto il cosmo gli fugge attorno”. Allo stesso modo l’ape “conosce ogni fragranza/può sapere dei pensieri/ quando annaffio i fiori”. Un dio a cui l’autrice si rivolge più volte “Col passare del tempo ho cominciato a credere/che sapevi solo giocare a dadi/che alla fine ti eri innamorato di noi/perché avevamo superato le tue aspettative/dio del creato”. Ed è un Dio che non smette di guardare gli uomini con commozione ma immancabilmente talvolta si volta dall’altra parte. L’invito che attraversa la raccolta è quello di pensare “con gli occhi spalancati” per scoprire nuovi paesaggi, per trovare germogli al crocevia del tempo e andare verso il nuovo giorno, “coltivando boschi tra le pieghe delle ossa” in una contrapposizione tra natura che nasce e vita che muore, poiché bisogna morire un poco “prima di svegliarmi ogni giorno”. Dal divino all’uomo, “chiamato nei versi di Coppola – sottolinea Guerriero – ad accogliere tutto ciò che consegna la vita come plastilina, diventando “pietra appuntita o sasso levigato”, ogni volta nuovo come la luna “Qualcos’altro da noi”/Facciamoci uomini/ come se fossimo un regalo di Dio”. E’ Amatucci a ribadire come la raccolta rappresenti anche un invito a ritagliare del tempo per sè stessi, nel segno di una comunicazione più autentica. “E’ il cuore del mio nuovo libro – spiega Coppola – un libro che si chiamerà ‘Futuro semplice’, a ribadire la necessità di una pausa dalla velocità estrema a cui ci condannano le nuove tecnologie, facendo i conti con le trasformazioni che oggi viviamo. Ma è chiaro che solo partendo dalla memoria possiamo arrivare a costruire qualsiasi forma di futuro”. Coppola si sofferma sul titolo ‘Un astro piccolo piccolo” per spiegare che “L’infinitamente piccolo è una dimensione universale, mi piaceva l’idea di partire da elementi del quotidiano, come il piegare i panni, azioni che danno un senso alla nostra umanità”. Per ribadire il potere della parola e dei racconti che ritorna continuamente “la parola ci salva perchè ci aiuta a comunicare e a trovare un senso alla nostra esistenza. Ma la scrittura è fatta di dedizione, esercizio quotidiano, metodo”. Poichè l’unica salvezza, ci ricorda Coppola, è concentrarsi sull’istante, piantare, sperimentare e ad affidarsi al potere delle storie che salvano “Accorgiti di ogni lamento/e dei sorrisi forzati/smarrisci i ritorni/soffia sulla terra brulla di chi ti ha tradito. Poi siedi/ e raccontati una storia”. Lo stesso vento “Racconta parabole/e storie di miti/sembra la maestra buona/che ci salva”. E sugli strumenti per avvicinare i giovani alla poesia “credo che la scuola abbia un ruolo centrale nel far conoscere la bellezza della poesia. Ma è fondamentale soprattutto l’esempio, che gli allievi percepiscano l’innamoramento per la poesia. E’ attraverso l’esempio che può scattare la scintilla”.
Un astro piccolo piccolo, Coppola: racconto il quotidiano che diventa universale
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redazione web
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