Una storia che diventa memoria di una comunità. Un racconto che parte dallo sport e dal coraggio di Giacomo Del Mauro per raccontare il valore dello sport e della stagione della pallamano Avellino. Sarà presentato domenica 20 settembre, alle ore 18.15, al Circolo della Stampa di Avellino, il libro di Federico Renzulli, “Un tuffo, di me, di Giacomo, della Inicnam”.
Il volume rende omaggio alla memoria di Giacomo Del Mauro, atleta straordinario, tanto da diventare vicecampione di ginnastica ai Giochi della Gioventù, la cui vita sarà segnata da un tragico tuffo a mare che lo costringerà per il resto della vita sulla sedia a rotelle. Un atleta e un grande protagonista della stagione d’oro della pallamano. “La pallamano – racconterà il fratello Mauro – era nata come uno sport per “svernare”, ovvero il modo con cui un gruppo di atleti irpini si teneva in allenamento, durante il lungo autunno-inverno avellinese, in attesa della stagione estiva di atletica leggera. Giacomo era entrato in squadra dopo un anno o due dalla prima iscrizione al al campionato, e l’ingresso era coinciso con una serie di risultati e prestazioni molto superiori a quelle precedenti ed alle aspettative di inizio campionato. Eravamo secondi nel campionato di Serie D, dietro la fortissima squadra di Benevento, in cui militava un fuoriclasse, un ragazzo dal fisico possente e dalle prestazioni superiori alla media”. Da allora l’entusiasmo crescerà sempre di più, fino a trasformare la pallamano in uno sport seguitissimo. “Questo libro nasce dalla consapevolezza – scrive Federico Renzulli – che in Rete c’è pochissimo sulla storia di Giacomo, dunque, dal desiderio di far conoscere la sua storia di resilienza e amore per la vita. Una storia che si intreccia con la bellissima esperienza della pallamano ad Avellino, disciplina che per una generazione ha rappresentato molto più di una semplice attività sportiva. A riaffiorare il volto di una città e di una gioventù che trovavano nello sport un luogo di incontro, di crescita e di condivisione. Ero con lui al momento dell’incidente e non potrà mai dimenticare quel giorno che ha segnato per sempre la sua vita e quella di chi gli voleva bene ma è stato bellissimo toccare con mano la vicinanza di tutti i ragazzi della squadra di pallamano, quando lui ha voluto fortemente reinserirsi nel gruppo”. Una testimonianza raffigurata anche nel prezioso mosaico raffigurante un bravissimo ginnasta sullo sfondo della città di Avellino, collocato nello spazio che sovrasta l’ingresso del Palazzetto, realizzato da Gennaro Vallifuoco. Un mosaico che continua a parlare di forza e bellezza.



