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Una magistrale lezione politica e di moralità

Ha parlato al cuore degli italiani in modo asciutto e convincente. Preoccupato e rassicurante. Lanciando messaggi chiari, non retorici, né trionfalistici. Sergio Mattarella, rieletto Capo dello Stato, ha riletto la storia passata come insegnamento per l’impegno del futuro. Ponendo al centro del suo discorso di insediamento la dignità delle persone. Sempre e dovunque. La dignità dei giovani senza lavoro, delle donne abusate dalla violenza, degli anziani che vivono di solitudine, delle aule giudiziarie ripiegate su uno scontro che penalizza la credibilità del cittadino. Il suo intervento, interrotto più volte da scroscianti applausi, davanti al Parlamento, si è sintetizzato in una straordinaria lezione di contenuto politico e morale. L’europei – smo è un valore da non disperdere. Deve continuare ad essere la stella polare. Un richiamo solenne ha rivolto al Parlamento, luogo di democrazia e di libertà, che deve trovare la strada delle decisioni senza tentennamenti. Ai partiti, che attraversano una grave crisi di identità, ha raccomandato di tornare alla loro funzione essenziale: essere tutori dei bisogni, favorendo la partecipazione e immettendo nel circuito democratico le migliori energie emergenti. Si è, a tratti, commosso. Ma ha anche commosso un popolo che vede in lui il garante della Costituzione con lo stesso criterio del buon padre di famiglia, custode dei valori di integrità morale e di insegnamento etico. La responsabilità che ha attraversato il suo dire delimita il percorso di un Paese che faticosamente sta affrontando una insidiosa pandemia, tra rassicurazioni ottimistiche e paure che riemergono ogni volta che si fanno i conti con gli incessanti decessi. Sulla crisi della giustizia Mattarella è stato determinante: basta scontro tra magistrati, si ritorni alla civiltà del diritto, si consegnino al cittadino equilibrio e tempi rapidi. La Magistratura deve recuperare credibilità di fronte ai cittadini. Il Csm necessita di una riforma che lo sottragga alle logiche delle correnti. Mattarella consegna al governo Draghi il Paese che dovrà essere. Al premier spetta ora, nel momento in cui i costi sociali stanno subendo una tremenda impennata, difendere valori e diritti.

di Gianni Festa

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