È iniziata da poco la direzione del Pd per indicare il candidato sindaco di Avellino. A proporre la candidatura di Nello Pizza è il segretario provinciale pd Marco Santo Alaia.
Ma Francesco Todisco ribadisce la propria candidatura chiedendo l’unità del campo largo, che su Pizza non si registra, poiché Sinistra Italiana non è d’accordo.
Il capogruppo regionale dem Maurizio Petracca è a supporto di Pizza e osserva che Sinistra Italiana non coincide con Avs. Secondo Petracca si può anche votare.
Interviene poi Antonio Gengaro, che conferma la sua posizione a sostegno di Todisco.
Per Gengaro è fondamentale il Campo largo senza se e senza ma e anche l’immediato coinvolgimento delle associazioni progressiste.
Le dichiarazioni di Todisco mentre la direzione è ancora in corso.
Una piccola precisazione in premessa: io sono il candidato di una serie di sensibilità del Partito Democratico, perché il segretario provinciale Marco Alaia è stato eletto in un contesto unitario.
Dopodiché ribadisco quanto ho detto nei giorni scorsi: farei un passo indietro rispetto a una candidatura individuata nel Partito Democratico, una candidatura capace di parlare a tutte le forze del Campo largo. Quando dico tutte, intendo veramente tutte. Nel senso che bisogna invitare a una valutazione sui nostri nomi tutte le forze che si riconoscono nel centrosinistra, a partire dalle associazioni, insieme ai partiti che fanno parte del centrosinistra di questa città. Il fatto di non averle invitate, per me, rappresenta una lesione nel rapporto di fiducia che c’è all’interno del centrosinistra. Se ci fossero queste condizioni di unità intorno a un nome, non avrei alcuna esitazione, per senso di responsabilità e di militanza, a fare un passo indietro. Ma non mi sembra che in queste ore, anche dalle interlocuzioni in corso, ci sia questa volontà da parte di tutte le forze politiche.
Quindi ho il dovere di far vivere all’interno del partito un’altra lettura di queste cose, per vedere qual è la candidatura che riesce effettivamente a parlare meglio a tutte le forze del centrosinistra. Quella di Vizzano non risponde a queste caratteristiche.
Lo dico subito: con Nello Pizza mi lega una grande amicizia, una militanza comune, l’ho sostenuto anche quando ha fatto il segretario provinciale, ed è una persona che stimo profondamente. Il punto è capire se questa candidatura incontra il consenso di tutte le forze politiche del centrosinistra.
Se dovesse incontrare il consenso di tutte le forze del centrosinistra, sarò spalla a spalla con Nello Pizza per la campagna elettorale, per far vincere il centrosinistra. Ma c’è un problema se su quel nome una forza politica rilevante del campo largo esprime non un veto – perché anche questa storia dei veti è sinceramente stancante – ma un giudizio politico. E quei giudizi politici il partito che si candida a guidare la coalizione, e che legittimamente essendo il partito più importante del centrosinistra la guida, deve farsene carico. Perché se non se ne fa carico si crea un problema di coalizione, e senza una coalizione coesa e unita si fa più fatica a vincere le elezioni.
Io sono un militante e un dirigente del Partito Democratico, quindi guardo a ciò che fa la comunità del Partito Democratico. Ho il dovere di capire se non si sta raccontando la verità o se non c’è un processo politico chiaro.
In questo momento non mi sembra che il processo politico che sta portando alla costruzione del centrosinistra in città sia chiaro. Ci sono diversi elementi che vanno chiariti, e il primo è quello dichiarato dal segretario provinciale in direzione: che sul nome di Nello Pizza ci sia il consenso di tutte le forze del campo largo. Se così fosse, sarei il primo a dire che Nello Pizza deve essere il candidato sindaco. Se così non fosse, il segretario provinciale mi dovrà dire cosa intende fare.
Il Partito Democratico ha tempi un po’ particolari e, devo dire, anche metodi un po’ particolari. Se fossi stato protagonista di questo processo, probabilmente avrei invitato tutte le forze che andavano invitate al tavolo e avrei costruito un percorso di reale condivisione con quelle forze”.



