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Quindici, inaugurata la nuova stazione dei Carabinieri intitolata all’Appuntato Emilio Ammaturo che si oppose ai nazisti

Si è svolta questa mattina a Quindici l’inaugurazione della nuova sede della stazione dei carabinieri, intitolata ad Emilio Ammaturo: la cerimonia ha reso omaggio alla figura dell’appuntato dei carabinieri nato a Contrada l’8 settembre 1902 e trucidato a Teverola il 13 settembre 1943 perché si era opposto al tentativo di un’occupazione nazista

Si è svolta questa mattina a Quindici l’inaugurazione della nuova sede della stazione dei carabinieri, intitolata ad Emilio Ammaturo. Ad introdurre la cerimonia è stato il comandante provinciale dei carabinieri di Avellino, il colonnello Angelo Zito. Nel suo intervento ha voluto ribadire alla comunità l’impegno dell’Arma, oggi rappresentato anche materialmente da un presidio atteso per più di quaranta anni: “Cittadini di Quindici e Moschiano che qui testimoniate all’Arma amicizia e affetto, sappiate che i Vostri Carabinieri sono uomini e donne che hanno scelto di dedicare la propria vita al servizio del prossimo, per difendere la libertà e garantire la sicurezza, per combattere ogni sopruso e prepotenza, in special modo se derivanti dalla soverchieria della camorra”.

Un traguardo ma anche un impegno, quello che il comandante provinciale dei carabinieri ha voluto ricordare ai suoi militari, a partire dalla Stazione guidata dal luogotenente Giovanni De Cicco. Alla cerimonia erano presenti il comandante interregionale Carabinieri Ogaden il generale di corpo d’armata Nicola Massimo Masciulli che ha presieduto la stessa, il comandante della Legione Carabinieri Campania, il generale di Divisione Francesco Gargaro, il prefetto di Avellino Rossana Riflesso, il vescovo di Nola Francesco Marino, i familiari dell’appuntato Emilio Ammaturo, la Commissione prefettizia alla guida del Comune di Quindici, con l’intervento del viceprefetto Sabrina D’Angeli, presente insieme alla commissaria Alessandra Pascarella, il presidente del Tribunale di Avellino Francesca Spena, il pm Cecilia Annecchini e il viceprocuratore onorario Carmela Angiuoli in rappresentanza della Procura di Avellino, il questore di Avellino Pasquale Picone, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Leonardo Erre, il presidente della Provincia di Avellino Rizieri Buonopane, i sindaci del Vallo di Lauro e le rappresentanze delle scuole.

L’omaggio a Emilio Ammaturo
La cerimonia ha reso omaggio alla figura dell’Appuntato dei Carabinieri Emilio Ammaturo, il cui sacrificio è inciso nella storia della Resistenza. Nato a Contrada (AV) l’8 settembre 1902, fu trucidato nell’allora Fertilia (NA), oggi Teverola (Caserta), il 13 settembre 1943, poiché aveva preso parte, insieme ad altri commilitoni della Stazione Carabinieri di Napoli Porto, alla difesa di un’importante centrale telefonica, opponendosi al tentativo d’occupazione nazista nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Per tale fatto, è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria” con Decreto del Presidente della Repubblica del 23 dicembre 1946.

La Cerimonia
La funzione è iniziata con un momento di raccoglimento in ricordo dei Caduti nell’adempimento del dovere, seguito dall’esecuzione del silenzio d’ordinanza. La signora Giorgia Esposito, nipote dell’insignito e madrina della manifestazione, ha quindi proceduto alla consegna delle Bandiere Nazionale ed Europea, al tradizionale taglio del nastro inaugurale e, insieme al Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden”, allo scoprimento della lapide dedicata al Decorato. E’ seguita la lettura della motivazione della concessione della Medaglia d’Argento al Valor Militare: “In periodo di eccezionali eventi bellici, seguiti all’armistizio, preposto con gli altri militari della sua stazione alla difesa di importante centrale telefonica, assolveva coraggiosamente il suo dovere, opponendosi al tentativo di occupazione e di devastazione da parte delle truppe tedesche. Catturato per rappresaglia e condannato a morte con i suoi compagni, affrontava con ammirevole stoicismo il plotone di esecuzione. Nobile esempio di virtù militari e di consapevole sacrificio. Napoli – Fertilia, 8 – 13 settembre 1943”.

Dopo la benedizione da parte del vescovo Marino, la cerimonia si è conclusa con una visita ai locali della caserma, simbolo della presenza dello Stato e del quotidiano impegno dell’Arma dei carabinieri al servizio della collettività.

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