BOLOGNA – Una ricerca nata all’interno della Terapia Intensiva Neonatale dell’AORN San Giuseppe Moscati di Avellino è stata presentata al 18° World Congress of Music Therapy, il più importante congresso internazionale dedicato alla musicoterapia, che ha riunito a Bologna professionisti, ricercatori e docenti provenienti da tutto il mondo. A presentare lo studio è stata Marina Elizabeth Caputo, musicoterapeuta adottiva di Mercogliano, nel corso della prima Round Table italiana nella storia del Congresso Mondiale dedicata alla Musicoterapia in Terapia Intensiva Neonatale, insieme alle musicoterapeute Barbara Sgobbi, Anna Buonuomo e Roberta Avanzini, portando all’attenzione della comunità scientifica internazionale un progetto sviluppato interamente nel territorio irpino.
Lo studio pilota randomizzato è stato realizzato presso il reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’AORN San Giuseppe Moscati di Avellino, diretto dal dott. Sabino Moschella, con l’obiettivo di valutare gli effetti dell’humming genitoriale guidato durante procedure potenzialmente dolorose nei neonati prematuri.
Il progetto rappresenta il risultato di una stretta collaborazione tra la musicoterapeuta e l’équipe sanitaria del reparto. La ricerca è stata sviluppata in sinergia con la dott.ssa Angela Sodano, nell’ambito di un percorso volto a integrare la voce dei genitori tra le strategie non farmacologiche, per il contenimento del dolore e dello stress procedurale nei neonati ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale. Il percorso si sviluppa in costante collaborazione con l’intera équipe del reparto, sotto il coordinamento della coordinatrice infermieristica Carmela Vedetta, e attraverso un continuo confronto con l’infermiera Teresa Fasulo sulle strategie di developmental care e Family Centered Care, favorendo una progressiva integrazione della musicoterapia nella pratica clinica.
L’intervento studiato prevede che la voce del genitore, opportunamente guidata dalla musicoterapeuta e modulata in base ai segnali neurocomportamentali del neonato, diventi parte integrante dell’assistenza durante procedure come il prelievo capillare. L’obiettivo è favorire una migliore regolazione fisiologica del neonato, sostenere la relazione genitore-bambino e promuovere il coinvolgimento attivo della famiglia nelle cure.
Lo studio si inserisce nel modello della Medical Music Therapy, un approccio clinico specialistico basato sulle evidenze scientifiche internazionali, applicato da musicoterapeuti con una formazione specifica per l’ambito neonatale e realizzato in stretta integrazione con l’équipe multidisciplinare. L’intervento viene adattato ai bisogni clinici e neurocomportamentali di ogni neonato, nel rispetto delle linee guida internazionali sulla Family-Centered Care, delle raccomandazioni neonatologiche per il contenimento del dolore procedurale e dei più recenti protocolli internazionali in ambito di musicoterapia neonatale. La voce del genitore non rappresenta un semplice
accompagnamento sonoro, ma diventa uno strumento terapeutico utilizzato in modo intenzionale, personalizzato e scientificamente fondato, all’interno del percorso assistenziale.
«Presentare una ricerca nata nel nostro territorio davanti alla comunità scientifica internazionale è stata un’emozione immensa» – dichiara Marina Elizabeth Caputo. «Questo lavoro dimostra quanto la collaborazione tra professionisti di discipline diverse possa generare progetti innovativi, capaci di migliorare la qualità delle cure e valorizzare il ruolo attivo dei genitori fin dai primi giorni di vita del proprio bambino. La voce dei genitori, quando utilizzata all’interno di un intervento strutturato e basato sulle evidenze scientifiche, può diventare una vera risorsa terapeutica, integrandosi con il lavoro dell’équipe e contribuendo a una presa in carico sempre più umana e centrata sulla famiglia.»
Oltre all’attività scientifica, Marina Elizabeth Caputo ha ricoperto anche il ruolo di European Student Representative per la World Federation of Music Therapy, coordinando il gruppo internazionale degli studenti volontari provenienti da numerosi Paesi che ha contribuito all’organizzazione del congresso.
La presentazione dello studio al Congresso Mondiale rappresenta un importante riconoscimento non solo per il percorso professionale della musicoterapeuta irpina, ma anche per l’attività clinica e di ricerca sviluppata presso il reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’AORN San Giuseppe Moscati di Avellino, confermando come la collaborazione tra ricerca, assistenza e innovazione possa dare vita a esperienze capaci di raggiungere un palcoscenico scientifico internazionale.


