Offrire un contributo alla salvaguardia della memoria del territorio. E’ l’idea da cui nasce il Premio “Autori Irpini 2026”, promosso nell’ambito della Biblioteca degli Autori Irpini – Biblioteca Diffusa, con il patrocinio del Comune di Lacedonia. Un premio, tenutosi lo scorso 7 agosto nella cornice del Mavi di Lacedonia, che è stata l’occasione per valorizzare l’impegno di chi ha dedicato la propria vita alla difesa del territorio. E’ stato il sindaco di Lacedonia, Antonio Di Conza, a porre l’accento sulla volontà di “sostenere concretamente gli operatori culturali, prevedendo, per il prossimo bilancio, una somma da destinare all’acquisto di almeno dieci copie di opere di nuova stampa legate al territorio”. Un progetto che ruota intorno alla Biblioteca degli Autori Irpini, “oltre alla destinazione naturale a centro studi, questo luogo dovrà diventare anche centro di aggregazione, coinvolgendo chiunque intenda rapportarsi all’alterità in modo produttivo e positivo. Stiamo lavorando perché la Biblioteca degli Autori Irpini ottenga il riconoscimento di ente accreditato per la formazione e l’aggiornamento del personale della scuola da parte del MIM, ex MIUR, mentre da parte della Regione Campania, quello di Ente per la formazione multidisciplinare”. E nel segno della valorizzazione del territorio si inseriscono anche il corso di formazione per operatori del turismo, che sappiano valorizzare gli attrattori del territorio e progetti come lo “studio dei dialetti e la valorizzazione degli stessi, nella consapevolezza che l’alternativa è la loro scomparsa laddove non vengano adeguatamente salvaguardati e conservati”.
Fondamentale resta, spiega Di Conza, il dialogo con la scuola “Quel che più ci preme, comunque, è fornire un aiuto concreto a studenti di ogni ordine e grado, perché essi trovino nello studio del territorio quel senso di identità e di appartenenza essenziale per alimentare la volontà di costruzione di un futuro in loco, a fronte di una scuola italiana che all’atto sembra esclusivamente preparare le nuove generazioni alla fuga. Saranno, inoltre, premiate, con pubblicazione in microedizione, le tesi di laurea che, in tutti gli ambiti, studino il territorio, rilevandone tanto i punti a favore quanto, es soprattutto, le criticità, in studi dei quali tutta la società si possa giovare”.
Quindi è stata la volta della consegna dei riconoscimenti. Il Premio speciale alla carriera è stato assegnato al direttore del Corriere Gianni Festa, riferimento dell’informazione, per “aver contribuito notevolmente alla salvaguardia, alla valorizzazione e alla diffusione della cultura d’Irpinia per il tramite delle testate giornalistiche dirette in decenni di luminosissima carriera”. Il premio per la valorizzazione delle radici attraverso narrativa e poesia è stato consegnato a Emanuela Sica, poetessa e scrittrice in prima linea nella battaglia per i diritti delle donne, capace di restituire forza alle storie del territorio, “Per l’impegno profuso nella salvaguardia delle radici culturali dell’Irpinia attraverso la sua scrittura, tanto narrativa quanto poetica, e con l’azione pratica nella direzione artistica del Festival delle Radici Migratorie”.
Luisa Festa ha ricevuto il riconoscimento per la fotografia, “Per aver testimoniato, attraverso la pratica della fotografia, il crepuscolo della società contadina tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi dei Settanta”, premio a Rocco Pignatiello “Per le sue ricerche che hanno gettato luce su un periodo della storia di Lacedonia, quello del secondo conflitto mondiale e del successivo dopoguerra, la cui conoscenza aiuta a comprendere il decorso delle successive vicende” e Carmine Ziccardi per la ricerca storica, “Per il grande contributo offerto alla conoscenza della storia di Lacedonia per quel che concerne i periodi che vanno dal Medioevo, all’Età moderna, a quella contemporanea, attraverso attente e puntuali ricerche su fonti certe quali i documenti di archivio”.
“L’iniziativa – spiega il Coordinatore della Biblioteca Michele Miscia -nasce con l’obiettivo di dare continuità a un progetto culturale che intende valorizzare gli autori irpini e il loro contributo alla memoria collettiva, creando un’occasione di incontro tra studiosi, scrittori, fotografi e cittadini. La Biblioteca degli Autori Irpini non vuole essere soltanto un contenitore di libri, come tante, ma un luogo di creazione di nuova cultura, in quella che era l’accezione antica del vocabolo biblioteca. Si tratta di una struttura specialistica perchè si occupa del territorio a 360 gradi, non trascurando alcun aspetto dello stesso, con sezioni tematiche specifiche per genere letterario e soprattutto con uno stazione per ognuno del 118 comuni irpini”.



