La Chiesa si conferma in prima linea nella battaglia per le aree interne, decisa a dare continuità a un cammino nato dal basso, rafforzare il confronto tra i Vescovi e mettere a fuoco proposte capaci di incidere concretamente sulla vita dei territori. Sono le prospettive emerse dall’incontro dedicato alle Aree interne, conclusosi oggi, 1° settembre, a Benevento, presso il Centro “La Pace”, con la riflessione del Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.
Il tradizionale appuntamento ha permesso di tracciare un bilancio degli obiettivi raggiunti dal 2021 e – grazie agli spunti offerti dalla relazione introduttiva di Mons. Mariano Crociata, Vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno – di evidenziare che “non è più tempo di pensare una azione pastorale avulsa dalle dinamiche territoriali, economico-sociali e culturali che interessano i nostri fedeli e le nostre comunità. C’è bisogno di fare rete e creare reti, esaltare la dimensione comunitaria e sostenere ogni forma di prossimità nei confronti del cittadino; c’è bisogno di creare luoghi di confronto e di mediazione, di promuovere responsabilità condivise”, facendo eco anche all’espressione, “semplice ed efficace”, di Leone XIV, il quale ha ribadito che “l’annuncio cristiano ha un’intrinseca dimensione sociale” (Magnifica humanitas, n. 42). Da parte sua il Cardinale Zuppi ha posto l’accento sulla necessità di mettere da parte cure palliative per le aree interne, perchè vengano accompagnate a guardare al futuro, per invertire la tendenza Di qui la necessità di puntare sui giovani e su una gestione lungimirante dei flussi migratori”. Per ricordare come “Nelle aree interne quante case senza famiglia abbiamo. E allora c’è qualcosa che dobbiamo provare a fare per evitare questi casi di abbandono. Così come per la grande sfida dei tanti nostri anziani che vivono in queste zone, da aiutare, da proteggere”- Forte l’impegno della Chiesa, da una parte “i vescovi che si ritrovano, dall’altra la struttura della Cei che ha fatto sua la problematica, per camminare insieme”.
A dare concretezza alla riflessione sono state anche le buone prassi condivise durante i lavori. Le esperienze di L’Aquila, Forlì e Cagliari hanno mostrato, da prospettive differenti, come la ricostruzione del tessuto comunitario, la corresponsabilità dei laici, la collaborazione con le istituzioni e la promozione del lavoro possano dare risposte alle fragilità delle Aree interne. Esperienze diverse, accomunate dalla capacità di attivare le risorse locali, creare alleanze e avviare processi in grado di generare fiducia e nuove opportunità.
Nella seconda parte del Convegno, i Presuli si sono confrontati sul modo in cui dare continuità ed efficacia al ricco percorso, che ha assunto, nel corso degli anni, uno spessore nazionale. I Presuli hanno ritenuto utile proseguire il loro impegno: a tal fine è stato designato un gruppo di tre Vescovi (Mons. Felice Accrocca, Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno; Mons. Benoni Ambarus, Arcivescovo di Matera-Irsina e Vescovo di Tricarico; Mons. Marco Prastaro, Vescovo di Asti), in rappresentanza delle diverse aree geografiche del Paese, col compito di individuare, insieme alla CEI – che in questi anni è stata sempre attenta alla problematica, con la presenza costante e con il progressivo coinvolgimento di alcuni suoi Uffici –, temi, forme e luoghi del prossimo Convegno.



