Duro affondo di Antonio Gengaro, uno dei quattro candidati irpini del Pd alle Regionali della Campania, contro gli avversari del centrodestra, e in particolare contro i due ex sindaci candidati nella coalizione di Cirielli, Laura Nargi e Gianluca Festa: “Questo è il caravanserraglio del trasformismo meridionale, parliamoci chiaro. Sono partiti dal Pd e oggi sono a destra, chi in Forza Italia, chi è transitato per Fratelli d’Italia con la civica direttamente legata a Cirielli. Poi gli elettori sceglieranno. Io ho scelto di restare al mio posto. La vicenda amministrativa è finita perché non si è stati all’altezza del compito che l’elettorato gli aveva affidato. Quello era un centrodestra mascherato. Pieno di contraddizioni. Mi dispiace per la città, ma il fatto che ora ci sia una Commissaria che ha messo mano a tutti gli sprechi all’interno del Comune di Avellino, è parte del programma che avrei messo in campo io. Perché Avellino si è retta sull’incoscienza di personaggi che pur sapendo che la città era piana di debiti, attraverso la leva della spesa pubblica hanno alimentato il proprio sistema di potere. il Comune non aveva risorse, ma nonostante questo hanno continuato a spendere, facendoci arrivare sull’orlo del dissesto finanziario. Oggi c’è una commissaria con grande rigore sta facendo il possibile. Abbiamo illuso i nostri giovani sulle occasioni di lavoro, di sviluppo, di crescita culturale, di emancipazione professionale non ci sono più, però abbiamo visto il fumo negli occhi degli spettacoli pagati con i soldi degli avellinesi a Ferragosto e a Natale. Una classe dirigente non fa questo: crea occasioni di sviluppo e non specula sulle difficoltà di una comunità. In Irpinia Forza Italia può scalzare il Pd da primo partito della provincia? Non credo proprio. Nonostante la strumentalizzazione del calcio, che è una cosa squallida. Ma del resto sono i tempi che viviamo”.
Incontro questa sera nella chiesetta sconsacrata di via Trinità, ad Avellino, a cui tra gli altri partecipano anche l’altra candidata del Pd, Laura Cervinaro, il senatore Enzo De Luca, Lello De Stefano, coordinatore dell’area Schlein, Sara Iannaccone, componente dell’assemblea nazionale pd, Franco Russo, coordinatore del circolo Libertà è Partecipazione.

“Noi facciamo la campagna elettorale per spiegare agli elettori qual è la nostra idea per la Campania, sui trasporti, sull’acqua pubblica, la vicenda dei rifiuti (noi vogliano che rimanga a gestione pubblica); la questione dei giovani; dell’agroalimentare; noi abbiamo grandi industriali, il Cnr, facendo rete tra sistema scientifico e produttivo possiamo creare grandi opportunità…”.
Ad intervenire anche Cervinaro, vicepresidente della Provincia di Avellino: “La mia candidatura rappresenta un’opportunità fondamentale per una parte della provincia di Avellino (Valle Ufita ndr) che, fino ad ora, non ha mai avuto un reale punto di riferimento nel Pd alle elezioni regionali. Questo conferisce alla mia candidatura un significato particolare.
Rappresentare questa area mi onora profondamente e mi investe allo stesso tempo di una responsabilità importante”.
Parla anche dei contrasti all’interno del Pd:
“Sono sinceramente rammaricata per ciò che avremmo potuto realizzare come Pd e che non siamo riusciti a fare. Certo, più alta è la posta in gioco, maggiore è il rischio di divisioni interne. Preciso però che i miei avversari non sono all’interno del Pd: se di nemici si può parlare, sono quelli nelle liste di Cirielli. I componenti della lista di Fico per me sono amici e lavoriamo tutti per l’affermazione del centrosinistra. Ci saranno certamente occasioni di confronto interno per favorire la convivenza tra le diverse anime del nostro partito”.
Ma non è utile, secondo Cervinaro, un congresso unitario
: “La dialettica interna è fondamentale. Un congresso privo di confronto soffocherebbe lo spazio per la discussione, e sarebbe ancora più dannoso”
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