“Il soggiorno obbligato. La disabilità fra dispositivi di incapacitazione e strategie di emancipazione”. Il volume curato da Ciro Tarantino, docente presso l’Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa”, e pubblicato da “Il Mulino”, propone una riflessione critica sul modo in cui la società e le istituzioni costruiscono, interpretano e regolano la condizione di disabilità. Il testo è stato il filo rosso di un confronto sul rapporto tra diritti, inclusione, politiche sociali e progetto di vita delle persone con disabilità promosso dalla FLC CGIL Avellino e la FLC CGIL Campania presso la sede dello Spi Cgil di Avellino e aperto dai saluti di Rita Labruna Segretaria Organizzativa FLC CGIL Avellino.
“Con tutta la nuova legislazione – osserva Tarantino – che è la legge delega sulla disabilità del 2021 e poi i decreti attuativi che ne sono nati, si è costruito un impianto estremamente innovativo sulla progettazione personalizzata. Adesso spetta ai territori costruirsi un proprio modello inclusivo, alla luce della Convenzione dei diritti alle persone con disabilità delle Nazioni Unite. Le leggi nazionali danno una cornice, poi sono le singole realtà – rimarca – che devono attivarsi per cucirsi addosso un proprio modello di progettazione personalizzata”. Una sfida già vinta in diverse realtà del nostro Paese, dove sono nati modelli virtuosi, diventati riferimento anche a livello internazionale. “La progettazione personalizzata nasce in Campania agli inizi degli anni 2000, quando l’equipe guidata da Franco Rotelli viene da Trieste a dirigere l’allora ASL di Caserta, dando così vita a questo sistema”.
Una stagione che può ripartire anche in Campania “ma – avverte Tarantino – serve grande organizzazione territoriale, grande attivismo civico. Le politiche sociali hanno bisogno della partecipazione ai territori e richiedono rispetto per i professionisti che ci lavorano e per le famiglie. Senza questo rispetto iniziale, diventa difficile conferire diritti reali e concreti alle persone”. Presente all’incontro anche Carmine De Blasio, Direttore Generale del Consorzio dei Servizi Sociali Ambito A5, dove opera una delle quattro agenzie di vita indipendente finanziata dalla Regione Campania attraverso la legge 41/86, che ha accompagnato le persone con disabilità fisica e intellettiva nella realizzazione di un percorso di autonomia, di vita indipendente. “La vita indipendente – precisa – è un concetto ancora poco diffuso e non prioritario. Esperienze come quelle delle agenzie di vita indipendente devono essere da stimolo per le istituzioni per incrementare i fondi dedicati, in modo che le esperienze possano aumentare sia in qualità che quantità”.
Per la professoressa Lavinia D’Errico dell’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa “con la nuova normativa ci sono le condizioni perché le persone con disabilità possano vivere, fin dalla loro nascita, al meglio delle loro possibilità e potenzialità. È chiaro che bisogna scardinare ancora tante barriere culturali e allargare gli orizzonti dei cosiddetti normodotati: sono stati fatti grandi passi in avanti, ma c’è ancora tanto da fare per innestare nuovi paradigmi e nuovi modelli di vita e di inclusione. Guardano avanti e in prospettiva – conclude – non posso che essere ottimista”.



