Fughe, scherzi e capricci per riassaporare la bellezza dell’esistenza. Nasce così “Voglio vivere così…” di Gaetana Aufiero, Delta 3 edizioni. Sarà presentato il 21 marzo, alle 18, nel Salone Ipogeo della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. A portare i propri saluti Andrea Gennarelli del Cinecircolo Santa Chiara, Pasquale Luca Nacca di Insieme per Avellino. A confrontarsi con l’autrice il dirigente scolastico e critico letterario Paolo Saggese e la giornalista Floriana Guerriero. Vincitrice del premio “L’inedito-Sulle tracce di De Sanctis” promosso dalla casa editrice Delta 3, la raccolta consegna figure femminili sempre contraddistinte da indipendenza e coraggio, incapaci di sottostare a regole e convenzioni sociali ma piuttosto inclini a seguire le proprie passioni. Così la madre e moglie protagonista di “Viaggiare tra le follie del mondo” cerca un modo per dare sfogo alla sua ansia di vita, costretta come è tra le pareti della casa dalla pandemia, E così sono i ricordi a prendere vita come quel viaggio dalla stazione di Paola in Calabria alla Sicilia di Nord Ovest per ricordare la morte di Paolo Borsellino. E ancora Roma, Firenze, Bologna, fino all’incontro con Katrina, la donna che le aveva chiesto aiuto nella stazione di Trieste e aveva voluto raccontarle la sua storia, la sua città distrutta, i figli e il marito ucciso e la fuga in Italia per dimenticare, la vita da mendicante, il sogno di una casa.
Sono donne, quelle della Aufiero, disobbedienti e combattive, come la protagonista di “La Singer no” che si ostina a non voler imparare ad usare quella macchina da cucire acquistatale dal padre che le appare simbolo di una vita domestica, così lontana dal mondo dell’arte a cui vorrebbe dedicarsi “Io, sdegnata, rifiutai drasticamente di mettermi accanto a quel moderno strumento donnesco come in seguito feci anche con il ricamo e il cucito a scuola nell’ora di economia- Aghi e fili non erano per me. Mi piaceva solo leggere, scrivere e studiare per divenire, come avevo deciso, una grande artista”.
Sono donne, al tempo stesso, che non hanno paura di confrontarsi con l’altro da sé, che abbiano il volto dei cingalesi approdati in Toscana per lavorare nei vigneti o dei contadini e contadine dei poderi dell’alta Maremma, come accade in “Un week end tra i monti”. Basteranno una vacanza trascorsa nella terra d’origine del marito e l’incontro con personaggi come le zie Umiliana e Irene perché la protagonista si innamori della Toscana e dei suoi misteri “Da quelle scarfine e dal loro Carlo Magno è nato in me l’amore per quella terra, per le sue donne sorprendenti con i loro nomi dal sapore antico, per le sue erbe magiche e i suoi cavalieri le cui tracce ho trovato ovunque lungo le strade e nelle grotte, anche quelle dei leggendari templari che vi hanno lasciato un segno incancellabile”.
Aufiero si interroga sulla difficoltà di essere donne, mogli, madri, costrette a conciliare le proprie passioni con i doveri di cura, le proprie inclinazioni con le proprie responsabilità familiari ma anche il lungo percorso dell’emancipazione fatto di ribellioni e battaglie fino alla conquista della libertà.


