E’ stata l’occasione per celebrare il grande lavoro dei Vigili del Fuoco la Prima Festa Istituzionale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco di Avellino, in occasione dell’anniversario della fondazione del Corpo, avvenuta il 27 febbraio 1939. L’evento, intitolato “Lì dove serve”, si è svolto a partire dalle ore 10 presso il Conservatorio Domenico Cimarosa.
La cerimonia ha rappresentato un momento di riflessione e condivisione sui valori che guidano l’operato quotidiano dei Vigili del Fuoco, impegnati nella tutela della vita umana, dei beni e dell’ambiente, garantendo soccorso tecnico urgente con professionalità, spirito di sacrificio e senso dello Stato. L’evento ha anche voluto ricordare la storia e l’identità del Corpo, rinnovando il legame con il territorio e con la cittadinanza.
Alla manifestazione hanno partecipato autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni e del mondo del volontariato, insieme a cittadini e studenti invitati a conoscere più da vicino il lavoro dei caschi rossi.
Particolarmente sentito è stato il messaggio della comandante provinciale, Alessandra Rilievi, che ha sottolineato l’importanza di far conoscere alla cittadinanza e alle scuole la vasta gamma di competenze del Corpo, oltre la semplice lotta agli incendi: “redità con il rigore di chi conosce il peso della responsabilità.
“Oggi festeggiamo l’istituzione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco: compiamo 87 anni”, ha esordito. “Nel 1939 i pompieri comunali si fusero dando vita al Corpo Nazionale. È stato un grande valore aggiunto per la Nazione, perché da allora si può contare su una struttura unitaria. Già durante la Seconda Guerra Mondiale si è potuto fare affidamento su un soccorso organizzato a livello nazionale. Ancora oggi, nelle grandi calamità, non si conta soltanto sul dispositivo territoriale, ma su un assetto nazionale. Questa è la nostra forza: possedere procedure standardizzate su tutto il territorio. I Vigili del Fuoco, ovunque si incontrino, parlano la medesima lingua operativa”.
Rilievi, insediatasi in Irpinia da poco meno di un mese, ha poi rivolto lo sguardo alle ferite e alle fragilità di una terra complessa. “Le criticità di Avellino rispecchiano in parte quelle della Campania, un territorio in cui ho operato per vent’anni. Le problematiche sono anzitutto di natura idrogeologica. Lo testimonia la frana che interessa l’accesso al Santuario di Montevergine, una vicenda che attende soluzioni in tempi brevi. Neanche a dirlo, auspichiamo che il rischio sismico non torni a manifestarsi con forza, sebbene la Campania resti una zona ad alta vulnerabilità. Dopo il 1980 il patrimonio edilizio è stato in gran parte rinnovato e questo infonde ottimismo, eppure l’attenzione deve restare massima, così come la prevenzione boschiva, da condurre in sinergia con gli enti locali”.
Di fronte alla richiesta di un bilancio quantitativo degli interventi, il Comandante ha preferito il silenzio dei fatti alla parzialità delle cifre.
“Non dispongo ora di dati precisi e preferisco evitare numeri approssimativi. Ritengo più fecondo un discorso qualitativo: dietro le statistiche non sempre emerge il senso reale dell’operazione. Un intervento per un nido di calabroni è profondamente diverso, per complessità e rischio, da uno di natura idrogeologica. La qualità dell’intervento conta più della sua quantità”.
Nel 2025, i Vigili del Fuoco di Avellino hanno effettuato un totale di 7.116 interventi. Tra questi si segnalano: 1.513 aperture di porte e finestre, 1.275 bonifiche da insetti, 1.059 incendi, 925 incendi di vegetazione, 465 dissesti statici, 312 soccorsi a persone, 307 interventi per fughe di gas, 263 servizi di assistenza e 225 interventi per danni d’acqua.Le nostre competenze sono vaste. La tecnologia è progredita, ma al di là degli strumenti, il cuore pulsante resta l’umanità del Vigile del Fuoco”.
Un passaggio cruciale ha riguardato la sicurezza dei locali, tema di stringente attualità in vista della Festa della Donna. “Un locale di pubblico spettacolo è uno spazio con presenza dinamica di pubblico, differente da un semplice lounge bar”, ha ammonito Rilievi. “Spesso accade che spazi non autorizzati vengano usati impropriamente per eventi o feste. In questi casi, la struttura potrebbe non garantire la resistenza al fuoco prevista dalle norme. La capienza massima deve essere rispettata rigorosamente. Ci organizzeremo per monitorare tali situazioni: non è un intento repressivo, ma un atto di tutela affinché il divertimento avvenga in sicurezza”.
Alle sue parole ha fatto eco il Prefetto di Avellino, Rossana Riflesso, che ha definito i Vigili del Fuoco come “famiglia professionale” d’origine.
“Abbiamo già disposto controlli coordinati, non occasionali. L’attenzione non deve mai calare. I controlli proseguiranno, con la partecipazione attiva del Corpo”.
In chiusura, Alessandra Rilievi ha ribadito la necessità di un Comando percepito non come un ufficio burocratico, ma come parte integrante della comunità.
Attraverso progetti come “Scuola Sicura” e “Pompieropoli”, l’obiettivo resta quello di coniugare l’autorevolezza istituzionale con la vicinanza umana, confermando quel legame di fiducia che rende i Vigili del Fuoco il presidio più amato dai cittadini.
Presente anche il prefetto di Avellino, Rossana Riflesso, che ha dichiarato: “È la prima festa istituzionale. Sono 87 anni dalla fondazione del Corpo dei Vigili del Fuoco. È un’occasione importante, un giusto riconoscimento per il lavoro che svolgono, soprattutto in un territorio come quello irpino, dove hanno sempre avuto un ruolo essenziale”.



