Un confronto promosso dal Circolo Giorgio La Pira e rivolto ai cittadini che abbiano voglia di esprimere sogni e proposte per il futuro della città. E’ l’appuntamento in programma l’8 maggio, alle 19, presso la Chiesa della Legalità Virgo Fidelis. Una chiamata alla città accompagnata da un documento che è esso stesso un programma e una sintesi di idee e proposte per il futuro di Avellino.
“Ho sognato – si legge nella nota del Circolo – una Politica nuova e diversa, rispetto a quella che si è imposta in questi ultimi anni e una classe dirigente formata da persone coraggiose, intelligenti e preparate.
Ho sognato politici e amministratori disposti al servizio dei cittadini e non dei propri interessi e di quelli dei propri amici e sodali.
Ho sognato un’amministrazione comunale non rinchiusa nel Palazzo ma aperta ai cittadini, alle associazioni, alle idee e alle proposte utili a migliorare la vita della città.
Ho sognato la sconfitta degli affaristi e dei loro rappresentanti e/o servi nei diversi schieramenti. Ho sognato l’insuccesso di quei candidati che non hanno nulla da dire, perché non hanno idee, non hanno proposte, non hanno passione né volontà di mettersi al servizio del Bene Comune.
2. Gli ultimi
Ho sognato un’amministrazione della città che si faccia carico dei problemi degli ultimi, degli scartati, degli anziani e dei bambini, delle persone senza lavoro e senza casa, dei poveri e degli “invisibili”.
Ho sognato la soluzione della più grande vergogna del post-terremoto: il totale abbattimento dei prefabbricati pesanti, nei quali sono stipate tante famiglie costrette a condizioni di vita estreme.
Ho sognato una città che lotta contro l’inquinamento e l’avvelenamento delle persone (le stesse che affollano il Reparto di oncologia del Moscati).
Ho sognato la chiusura della Casa di Accoglienza Mensa-Dormitorio (perché gli amministratori saranno riusciti ad eliminare a monte le cause della povertà, del disagio e dello scarto).
3. Il futuro
Ho sognato una città che riesca a cogliere tutte le opportunità che la scienza, la tecnologia e il sapere collettivo può mettere a disposizione per migliorare la vita e il benessere dei cittadini.
Ho sognato che tutti gli immobili di proprietà del Comune siano ristrutturati utilizzando le energie rinnovabili (per risparmiare costi per la città e migliorare la loro fruibilità).
Ho sognato un’amministrazione comunale che possa mettere a disposizione dei cittadini le strutture necessarie alle associazioni, ai gruppi e ai movimenti impegnati nel sociale, nella cultura, nello sport e in tutte le iniziative che favoriscono l’aggregazione sociale e culturale.
Ho sognato i giovani della nostra città mai più costretti ad emigrare per realizzare i loro sogni, alla ricerca del lavoro che non c’è e di una vita degna di essere chiamata tale.
4. La Memoria
Ho sognato una città che abbia cura delle proprie radici, che sappia conservare la memoria della sua storia, che riesca a rinnovare nelle generazioni giovanissime l’amore per il proprio passato.
Ho sognato una città dove il futuro possa essere costruito in continuità con la storia migliore delle nostre comunità, quella di cittadini e politici preparati e lungimiranti.
Ho sognato una città di giovani “liberi” dai condizionamenti, dalle logiche clientelari, dalla necessità del compiacimento verso il potente di turno, amanti della partecipazione, della trasparenza e della correttezza amministrativa.
5. La Bellezza
Ho sognato una città “bella”: perché ricca di fantasia, di coraggio e spirito di servizio.
Ho sognato una città “senza confini e senza periferie”: che riesca ad essere esempio e guida per l’intera provincia; una città dove prevalga l’intelligenza sull’ignoranza, la mitezza sulla prepotenza, la solidarietà sull’egoismo prevaricatore.
Ho sognato una comunità aperta e colta; una città senza padroni e senza servi; una città che riesca finalmente ad apprezzare e godere la Bellezza”



