Inchiesta condoni edilizi abusivi, oltre al numero di ordinanze di demolizione cresce anche il numero di iscritti nel registro degli indagati. Negli ultimi casi, in cui gli uffici comunali hanno avviato le verifiche in merito alla regolarità delle pratiche, sono stati iscritti un noto professionista avellinese e un medico.
Un’ iscrizione necessaria anche alla luce del sequestro disposto dalla Procura dei registri dell’ Archivio comunale eseguito dagli agenti della Digos e dell’ Aliquota di Pg della Gdf presso la Procura. Si tratta del decreto di sequestro preventivo firmato dal Procuratore Domenico Airoma e dal sostituto Fabio Massimo Del Mauro, il magistrato che coordina le indagini. Va subito evidenziato però che l’ attuale dirigente del Sued, l’ingegnere Angelo Maria Cicalese, che ha contribuito a scoprire i casi, non risulta tra i nomi degli indagati. Gli indagati pero’ al momento sono provvisoriamente sospettati di falso commesso da pubblico ufficiale. l’inchiesta sarebbe nata da un procedimento per furto aggravato, quello denunciato da una dirigente comunale, molto probabilmente di materiale del settore relativo ai condoni.
I presunti falsi condoni rilasciati dal Comune di Avellino sarebbero stati realizzati rinnovando richieste di sanatoria per abitazioni non sanabili utilizzando protocolli di domande realmente presentate da soggetti deceduti o che avevano perso interesse perchè la loro pratica era rimasta inevasa.
L’ultimo provvedimento, in ordine temporale, firmato dal dirigente comunale Luigi Cicalese, riguarda un soppalco realizzato in un garage e una veranda in via Pellecchia, ex traversa di via Annarumma. Dagli accertamenti emerge un’irregolarità nei registri: al numero di protocollo della domanda di condono risulta associato un nominativo diverso da quello della ditta interessata. I destinatari avranno 90 giorni per ripristinare lo stato dei luoghi.



