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Ha fatto scalpore il grido di dolore di Papa Francesco che, nell’agosto del 2014, denunziando l’inaudita crudeltà dei conflitti in corso, aveva detto che la terza guerra mondiale è già iniziata: “siamo di fronte ad un nuovo conflitto globale ma a pezzetti.” Oggi, dopo la valanga di attentati che stanno portando la spaventosa crudeltà della guerra nel corpo vivo della nostra vita civile, dopo i fatti di Nizza, di Monaco, di Ansbach e dopo l’ultimo orribile massacro a Saint-Etienne-du Rouvray, è diventato evidente che la terza guerra mondiale a pezzetti ha delle radici profonde che germogliano dappertutto. Ciò avviene perché la guerra ha cambiato natura: non è più formalmente un conflitti tra Forze Armate opposte – anche se con vittime “collaterali” sempre più numerose tra la popolazione civile – ma una guerra di Entità armate, regolari e irregolari, contro le popolazioni civili. Pertanto la strage dei civili, già preponderante nelle precedenti guerre, è diventata il contenuto stesso della guerra attuale. Nessuno la mattina può più uscire di casa sapendo che di sicuro ci potrà tornare, che sia a Nizza, a Parigi, a Bruxelles o a Dacca. Il mondo è diventato troppo pericoloso se ormai ogni persona, che ha perso ogni valore della propria vita, può diventare un’arma contro tutti gli altri. La popolazione civile, diventata uno dei soggetti belligeranti, non può né combattere né vincere questa guerra, come facevano i soggetti armati protagonisti delle guerre precedenti. Nel corso della seconda guerra mondiale l’umanità ha conosciuto una vera e propria discesa agli inferi. All’uscita dalla guerra, gli architetti dell’ordine mondiale hanno deciso di sbarrare le porte dell’inferno con delle pesanti lastre d’acciaio, rappresentate dal ripudio della guerra, solennemente sancito nella Carta delle Nazioni Unite, e dal riconoscimento dell’eguaglianza e dei diritti inviolabili, sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Dopo l’89 coloro che volevano costruire un nuovo ordine mondiale (come Bush e Blair) hanno voluto ripristinare la guerra come strumento della politica e così, per insipienza, senza neanche rendersene conto, hanno riaperto quella porta dietro la quale l’umanità, uscendo esausta dalla notte della seconda guerra mondiale, aveva rinchiuso l’orrore del genocidio. La guerra ha scatenato delle forze infernali. Adesso gli apprendisti stregoni non riescono più ad imbrigliare quei demoni che essi stessi hanno evocato. Senonchè l’unico modo per i popoli di combattere questa guerra è la politica e la vittoria si può ottenere solo con il conseguimento della pace. E’ urgente fare una politica di uscita dalla guerra e di costruzione della pace. Una proposta sensata è quella avanzata da Raniero La Valle a margine di una conferenza stampa dei cattolici per il no tenuta alla Camera il 20 luglio. La proposta è questa: “per uscire dalla terza guerra mondiale, che ha il suo epicentro nel Mediterraneo e in Medio Oriente, occorre ripetere l’esperienza della Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa, che ad Helsinki dal 3 luglio 1973 al 1 agosto 1975 realizzò il miracolo di mettere fine alla guerra fredda e alla minaccia reciproca di distruzione nucleare. Alla conferenza parteciparono tutti i Paesi europei più Stati Uniti e Unione Sovietica. Cardini degli accordi per realizzare la sicurezza e mantenere la pace fu l’impegno a non modificare con la forza le frontiere esistenti, e il rispetto dei diritti umani. Oggi l’Italia potrebbe farsi promotrice, e preparare diplomaticamente, una Conferenza per la sicurezza e la cooperazione nel Mediterraneo e in Medio Oriente, con la partecipazione di tutti gli Stati interessati e anche della Umma musulmana e delle Chiese cristiane d’Oriente. Anche qui i cardini sarebbero il rispetto della integrità territoriale degli Stati dell’area nelle loro legittime frontiere (compresi Iraq, Siria, Libano, Israele e Palestina) e il rispetto dei diritti umani.” Occorre che qualcuno spieghi ai nostri illuminati governanti che la terza guerra mondiale è una cosa seria e che non servirà il sì alla loro riforma costituzionale per combattere il terrorismo. Per favore, chiudete quella porta.
edito dal Quotidiano del Sud

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