Venerdì, 11 Settembre 2026
08.40 (Roma)

Ultimi articoli

Quando il calcio è integrazione

 

Ci sono date che diventano storia. Il 19 luglio di cinquant’anni fa, una città inglese operaia e di provincia come Middlesbrough diventa il palcoscenico di una partita ancora oggi indimenticabile. L’Italia perde contro la sconosciuta Corea del Nord. Gli anni sessanta sono quelli del boom economico, di un paese che è cresciuto e cambiato rispetto a quello contadino del dopoguerra. Si viaggia in autostrada e si balla sulla musica inconfondibile dei Beatles. Si scende in piazza per manifestare contro la guerra in Vietnam. Il mondo è diviso in due blocchi e nessuno nemmeno lontanamente può immaginare gli attentati jihadisti di oggi. L’Islam è solo una religione e non un sinonimo di terrore. Sono gli anni della ribellione giovanile che precedono il ’68 e che in Italia porteranno al terrorismo brigatista e alla violenza degli anni settanta. Nel 1966 i mondiali di calcio si disputano per la prima volta In Inghilterra dove questo sport è nato. I “maestri” inglesi sfruttano il fattore campo e vincono la loro unica Coppa del Mondo. La sorpresa è il Portogallo multietnico di Eusebio che impiega giocatori nati nelle ex colonie. Il protagonista più atteso è Pelè che però si infortuna e non dà nessun apporto al suo Brasile. L’Italia è guidata da Edmondo Fabbri. Ha costruito un piccolo miracolo in provincia portando il Mantova in serie A. Miracoli che conosciamo bene in Irpinia per averli vissuti con il nostro Avellino negli anni ottanta. Fabbri dunque guida una nazionale ricca di talenti come Bulgarelli, Rivera, Facchetti e che dovrebbe sfruttare l’ossatura della grande Inter di Herrera che all’epoca dominava e vinceva in Europa e nel mondo. Ma il ct azzurro ha altre idee. Il girone eliminatorio sembra abbordabile e l’ultima gara vede gli azzurri opposti alla Corea del Nord. Valcareggi, allora assistente di Fabbri, definisce i calciatori coreani come dei Ridolini per il loro modo di correre. Una definizione che gli resterà appiccicata e rimproverata per la vita. Quella che a tutti sembra una comodo vittoria si rivela la disfatta. La Corea del Nord è un paese arretratissimo che ancora non si è ripreso dalla guerra civile. Una nazione non riconosciuta dall’Occidente e dove c’è uno spietato regime comunista. L’unico vero punto di forza è l’orgoglio. Basta questo per capovolgere ogni pronostico. L’uomo del destino ha un nome quasi impronunciabile Pak Doo-Ik, la leggenda (poi smentita) lo fa passare per un dentista e il dente che leva all’Italia è di quelli che fa male. Il dolore c’è ancora a distanza di cinquant’anni. Quando tornano a casa gli azzurri vengono presi a pomodori ma quella sconfitta diventa il primo mattone sul quale costruire la vittoria degli Europei nel ’68 e il secondo posto ai mondiali del ’70. La nazionale sconfitta solo dal Brasile dopo l’epica vittoria ai supplementari con la Germania. Quel 19 luglio di 50 anni fa, quella sconfitta diventa un simbolo di disfatta sportiva. Oggi la Corea del Nord è ancora un mondo misterioso governato da un dittatore giovane e terribile erede della famiglia Kim che dal ’48 domina la scena politica coreana. Per noi la Corea del Nord da quel lontano 19 luglio è soprattutto la nazione che si fece beffa della grande Italia. Il giorno insomma di una “vergogna” calcistica. La Federcalcio decide di chiudere le porte agli stranieri. E così per 15 anni fino al 1980 in Italia torna l’autarchia. Tempi che ci sembrano preistoria rispetto a quelli di oggi. Il paese non solo nel calcio è sempre più multi etnico, l’integrazione è la sfida del presente e del futuro e anche in nazionale giocano Eder e Thiago Motta brasiliani di nascita e italiani di passaporto.
edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

La Procura della Repubblica di Avellino ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a un 38enne del posto, titolare…

E’ tornato in libertà P. C. accusato insieme al figlio della sparatoria avvenuta a Pasqua in contrada Alvanite ad Atripalda….

Valter Lavitola deve rimanere in carcere. Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Roma respingendo l’istanza dei difensori di…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

La prevenzione torna tra i banchi delle scuole irpine. Con l’avvio del nuovo anno scolastico riparte il progetto “Scuole promotrici di Salute”, promosso dall’Asl di Avellino in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, con l’obiettivo di rafforzare nelle nuove generazioni la cultura della salute e della prevenzione. Il programma coinvolge l’intera...

Un riconoscimento di prestigio alla rivista CineMoi, salita alla ribalta al Festival del Cinema di Venezia. Alla Casa della Critica del Lido, la rivista di cultura cinematografica, made in Irpinia ha ricevuto il Critica Choice Award 2026, il Premio per l’innovazione editoriale e la straordinaria intuizione cinematografica, intitolato ad Eliana,...

– di Egidio Leonardo Caruso– Dopo la pausa estiva prosegue nell’Aula di Palazzo Madama l’esame del testo della nuova legge elettorale, giovedì 10 settembre con 68 si e 99 no, non senza bagarre dai banchi della minoranza, al grido “vergogna”, l’aula ha bocciato il subemendamento presentato dal Pd a prima...

“La libertà non può conoscere limiti?”. E’ l’interrogativo da cui parte la XVIII edizione del Meeting Le Due Culture, dedicata a “La scienza, l’umano, l’Occidente”, al via questo pomeriggio nella sede di Biogem “Siamo in un tempo in cui libertà, uguaglianza e parità fanno tabula rasa di ogni principio e...

Ultimi articoli

Attualità

La prevenzione torna tra i banchi delle scuole irpine. Con l’avvio del nuovo anno scolastico riparte il progetto “Scuole promotrici…

“17 milioni di euro. È questa la cifra che l’amministrazione comunale di Avellino si appresta a spendere, senza avere, ancora…

“Le aree interne non rappresentano territori marginali ma parte integrante della identità del paese. Eppure manca in Parlamento chi si…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy