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Via Appia, verso il riconoscimento Unesco

Sembra ormai vicino il riconoscimento della Via Appia come patrimonio Unesco. La proclamazione ufficiale dovrebbe avvenire  durante l’incontro del Comitato per il Patrimonio Mondiale dell’Unesco a New Delhi, in India, in programma dal 21 al 31 luglio con la partecipazione di 28 delegazioni da tutto il mondo. Dal 26 al 29 luglio, il Comitato esaminerà i dossier di 28 siti proposti per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale

La candidatura italiana, promossa dal Ministero della Cultura e dal Ministero degli Affari Esteri, comprende un tracciato che si estende per 364 miglia da Roma a Brindisi e coinvolge quattro Regioni – Lazio, Campania, Puglia e Basilicata – 13 tra città metropolitane e province, 73 Comuni e 14 enti parco.

A fine maggio è arrivato dall’ICOMOS (Consiglio Internazionale per i Monumenti e i Siti), organo tecnico consultivo dell’UNESCO, il parere favorevole all’iscrizione de “La Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

La Via Appia è considerata una testimonianza eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà scomparsa, essendo un modello delle vie pubbliche che contribuirono all’unificazione culturale del mondo romano. “Si tratta di un riconoscimento di eccezionale valore per l’Italia, per la nostra storia e per le comunità che vivono lungo l’antico tracciato della Via Appia,” ha commentato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

In Irpinia sono 6 Comuni a rientrare in due nodi dell’ Appia: uno  fa riferimento all’antica Aeclanum, che  ingloba i centri di Mirabella Eclano, Bonito e Venticano, l’altro guarda al Nord della provincia con i Comuni di Casalbore, Montecalvo Irpino e Ariano Irpino. Il territorio è compreso nei 900 chilometri della strada consolare romana, costruita tra il 312 e il 308 a.C. per collegare Roma a Brindisi e che prende il nome dal suo ideatore, il censore Appio Claudio Cieco.

A MIrabella sono partiti da tempo i lavori di restauro della città antica, partendo dalle terme fino ad arrivare alla Basilica Paleocristiana,  a cura della Direzione Nazionale Musei di Napoli.  L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giancarlo Ruggiero ha scelto da tempo di investire sulla valorizzazione del patrimonio archeologico, che può diventare un volano per il rilancio del territorio. Ma è l’Intera Irpinia a esultare per il riconoscimento Unesco che può diventare volano per lo sviluppo del territorio

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