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Tentato omicidio, Danilo Volzone torna libero: scarcerazione decisa dalla Corte d’Appello di Napoli

Dopo 1624 giorni, Danilo Volzone e’ tornato in libertà, lasciando il carcere di Viterbo dove era detenuto in regime di Alta Sicurezza. La Sezione Feriale della Corte d’Appello di Napoli ha disposto la scarcerazione di Danilo Volzone, detenuto in regime di Alta Sicurezza nel carcere di Viterbo, per sopravvenuta inefficacia della misura cautelare. La decisione è stata adottata  sull’istanza presentata dai suoi difensori, i penalisti Gaetano Aufiero e Alfonso Furgiuele.

A determinare la scarcerazione di Volzone una istanza di inefficacia della misura cautelare per la decorrenza dei termini massimi (tre anni) presentata ai giudici della Corte di Appello di Napoli (Sezione Feriale) dal penalista Gaetano Aufiero e dal penalista Alfonso Furgiuele Volzone, arrestato il 17 febbraio 2021 dalla Squadra Mobile di Avellino per il tentato omicidio di Francesco Liotti, avvenuto in via Visconti ad Avellino nell’agosto del 2020. In primo grado era stato condannato a tredici anni di reclusione. Il procedimento ha già conosciuto un annullamento, con prima sentenza risalente al 2022.

La richiesta dei legali si è fondata sulla sentenza n. 299 del 2005 della Corte Costituzionale, che incide sull’interpretazione dell’articolo 303, comma 2, del codice di procedura penale, ritenuto parzialmente incostituzionale. Secondo tale orientamento, anche i periodi di custodia cautelare sofferti in gradi o fasi diverse del procedimento devono essere computati nel calcolo complessivo dei termini massimi.

Il ricalcolo effettuato dalla Corte partenopea ha fissato il limite a tre anni e quattro mesi. Alla luce del superamento di tale soglia temporale, i giudici hanno dichiarato cessata l’efficacia della misura in atto. La richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che aveva sollecitato il mantenimento della misura, non è stata accolta.

Nel corso del giudizio è stata esclusa l’aggravante del metodo mafioso originariamente contestata. In sede di appello ter, sarà inoltre oggetto di revisione la circostanza aggravante della premeditazione, per la quale la difesa ha già ottenuto accoglimento. Per lui si sono riaperte con largo anticipo le porte del carcere ed e’ molto probabile che affronterà a piede libero il processo di Appello ter dove, grazie all’accoglimento della richiesta dei difensori sull’aggravante della premeditazione, ci sara’ da ricalcolare la eventuale condanna.

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