E’ stata una “mezza” inaugurazione con polemica quella di stamattina in piazza Amendola: mentre la commissaria straordinaria del Comune di Avellino Giuliana Perrotta tagliava il nastro della restaurata Antica Dogana, insieme ai tre candidati sindaci Nello Pizza, Laura Nargi e Gianluca Festa, proprio davanti a loro, sul marciapiede di fronte, montava la rabbia di Annamaria Pirone, titolare del Bar Duomo: “Dopo anni di attese e di sacrifici, dopo mesi e mesi che abbiamo passato mangiando polvere e calcinacci, hanno fatto questa inaugurazione senza nemmeno avvisarci. E’ assurdo. Uno schiaffo in faccia a chi in questa città lavora e si suda ogni giorno la sopravvivenza”.
Avvisare per tempo i commercianti della zona avrebbe significato dare loro la possibilità di organizzare un evento ad hoc e attirare anche nuova clientela, magari concertando insieme al Comune tempi e modalità. Anche solo per mettere fine, in maniera simbolica, ad una crisi durata anni e dare il via ad un nuovo corso. Una rinascita. Ma l’impressione generale è che si sia voluto forzare un po’ i tempi, forse vista l’imminente scadenza del mandato della commissaria Perrotta: il 24 e 25 maggio prossimi verrà infatti eletto il nuovo consiglio comunale ed è rimasto meno di un mese per poter “portare a casa” il maggior numero possibile di “opere”. Basta pensare al fatto che la Dogana dichiarata ufficialmente riaperta questa mattina dalla commissaria Perrotta ha in realtà ancora l’ascensore fuori uso: come si vede dalle foto sulle porte scorrevoli campeggia ancora un cartello “impianto in fase di collaudo”. La Dogana è aperta, ma non ai disabili e a tutti quelli che non sono in grado di usare le scale per arrivare al piano superiore e al tetto-terrazza panoramico.

“La nostra rabbia – spiega Annamaria Pirone -è quella di un po’ tutti i commercianti del centro storico. Commercianti che come me (io sono la titolare del Bar Duomo, proprio di fronte la Dogana), in questi anni abbiamo convissuto con un cantiere aperto. Ci siamo mangiati letteralmente polvere e rumori. Era un caos continuo. Abbiamo fatto di tutto per questa zona, a partire dal periodo critico del Covid. Erano 45 anni che la Dogana era in rovina. Ci siamo presi topi, animali, immondizia, di tutto e di più e ad oggi era un anno, un anno che aspettavamo quest’inaugurazione, proprio per poterci riscattare. Ma a noi commercianti e ai residenti della zona non hanno fatto sapere nulla. Non ci hanno proprio preso in considerazione”.
“Questa rabbia è perché noi ci buttiamo l’anima nelle nostre attività e non è bello essere trattati così. E’ stata proprio una cosa irrispettosa nei confronti nostri, dei commercianti e nei confronti di tutti i residenti e cittadini di Avellino. Perché era 1 anno che aspettavamo l’inaugurazione di questo monumento così importante, storico. Veramente è stato un comportamento pessimo”.





