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Maxi-blitz contro il clan Fezza-De Vivo: arresti domiciliari per il 66enne irpino

Lascerà il carcere per essere sottoposto alla misura degli arresti domiciliari il 66irpino coinvolto nel blitz condotto dalla Procura Distrettuale Antimafia di Salerno contro il clan Fezza-De Vivo. Questa la decisione al termine dell’interrogatorio di garanzia del sessantaseienne di Atripalda Q.L, accusato di detenzione ai fini dello spaccio. Il sessantaseienne, assistito dal penalista Gerardo Santamaria, e’ comparso questa mattina davanti al Gip del Tribunale di Salerno Pietro Indinnimeo, rispondendo alle domande del magistrato. La difesa ha puntato molto sull’occasionalità della condotta. Un singolo episodio, quello finito nella ricostruzione dei fatti dalle intercettazioni dei Carabinieri di Nocera Inferiore per cui avrebbe acquistato la stupefacente nascosto per lo scambio in una buca della posta.

Il Blitz

Nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno e delle forze dell’ordine, la cosca è stata decimata da un blitz che ha portato a 88 provvedimenti cautelari: 75 arresti in carcere, 8 ai domiciliari e altri 8 indagati a piede libero.A questi si aggiungono tre misure nei confronti di minorenni. L’inchiesta, sviluppata con il coordinamento dell’Antimafia, ha fatto emergere un vero e proprio sistema criminale basato su estorsioni, traffico di cocaina, gestione di armi e perfino tentati omicidi finalizzati al controllo del territorio. Le accuse contestate spaziano dall’associazione per delinquere di stampo mafioso a quella finalizzata allo spaccio, fino a estorsione aggravata, riciclaggio, detenzione e porto abusivo di armi. Non mancano capi d’imputazione legati al furto e al riciclaggio di autovetture di grossa cilindrata, altro canale illecito di guadagno.Il blitz non si è limitato agli arresti: è scattato anche un sequestro patrimoniale su beni e attività riconducibili agli indagati. Secondo gli inquirenti, i proventi delle attività criminali sarebbero stati reinvestiti in 21 realtà imprenditoriali – tra ditte individuali e società – di cui 15 nel salernitano, 2 nel napoletano e le altre fuori dalla Campania. Nel complesso sono stati requisiti 42 autoveicoli e 11 immobili, ritenuti parte integrante del patrimonio accumulato illecitamente.

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