Un viaggio visivo intenso, in cui il sentimento amoroso si intreccia alla memoria, alla città e al tempo. E’ la mostra fotografica “Parlami d’amore” di Guido Giannini raccontata in un volume, edito da Intra Moenia. L’appuntamento, promosso da AvellinoPhoto, è in programma venerdì 31 ottobre alle ore 18:00 presso il Circolo della Stampa di Avellino, in Corso Vittorio Emanuele II, 6, nell’ambito del Mese della Fotografia in Campania.
Il libro e la mostra raccolgono una selezione di immagini in bianco e nero che raccontano, con la delicatezza e la sensibilità proprie dell’autore, il tema universale dell’amore. Attraverso scene di vita quotidiana, abbracci, sguardi e gesti colti con discrezione e poesia, Giannini restituisce un’umanità autentica, fatta di emozioni semplici ma profonde.
Guido Giannini, nato a Napoli nel 1929, è uno dei maestri storici della fotografia partenopea. A 96 anni, continua a essere un punto di riferimento per generazioni di fotografi e appassionati. La sua opera, sviluppata in oltre settant’anni di attività, si distingue per l’attenzione alla dimensione umana, la sensibilità verso il sociale e l’uso sapiente del bianco e nero come linguaggio poetico e narrativo.
Inizia a fotografare negli anni Cinquanta con una Agfa 6×9 a soffietto regalatagli da uno zio di ritorno dall’America. La sua prima foto pubblicata, nel dicembre 1961 su Il Mondo diretto da Mario Pannunzio, ritrae una donna anziana che suona il violino davanti alle vetrine della Rinascente di Napoli.
Dopo un periodo di pausa, nel 1976 riprende la sua attività fotografica collaborando con testate come Il Manifesto, La Repubblica, L’Unità e altri giornali. È stato anche redattore fotografico per il periodico NdR. Il suo lavoro spazia dal fotogiornalismo al reportage sociale, alternando immagini di vita quotidiana e scorci urbani, con una profonda attenzione verso le persone e le marginalità della città di Napoli.
Tra i personaggi da lui ritratti figurano Raffaele La Capria, Fabrizia Ramondino, Bruno Munari e Goffredo Fofi. Giannini è noto per il suo sguardo sensibile e indipendente, caratterizzato da un approccio poetico e civile, spesso definito “anarchico” per la sua libertà creativa e la sua coerenza etica.
Le sue fotografie sono state esposte in numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero, da Roma e Milano fino alla Cina.
Con la sua macchina fotografica, Giannini ha documentato la vita quotidiana di Napoli e del Mezzogiorno, raccontando con empatia e misura le trasformazioni di un mondo popolare, semplice e pieno di dignità.
La presentazione e la mostra offriranno al pubblico un’occasione unica per riscoprire il lavoro di un grande interprete della fotografia italiana e per riflettere sul potere evocativo dell’immagine come strumento di narrazione e di memoria.


