E’ un omaggio ai bambini senza casa, senza famiglia quello che consegna don Vitaliano Della Sala, parroco della chiesa di Capocastello a Mercogliano. A campeggiare nella grotta del presepe una bambina, a ricordarci che Gesù che nasce non conosce distinzioni di sesso o colore della pelle.
“Gesù Bambin@ – spiega il parroco noto per le sue posizioni no global – perché oggi si incarnerebbe nella*e bambine e senza casa, senza terra, senza pace e senza domani della Palestina e di Gaza, dell’Ucraina e del Sud Sudan“. “E’ la terra che ha visto nascere Gesù – spiega Don Vitaliano – ma è come se Erode fosse ancora lì, tra violenza e orrore”
Un presepe che è anche un richiamo alla Chiesa “per indicare, anche ai teologi per i quali solo gli uomini possono essere chiamati al presbiterato, la strada che non discrimini più le donne che chiedono di poter essere preti. Vuole essere un invito alla riflessione. Nelle scorse settimane si è riunita l’ennesima commissione teologica per decidere in merito al diaconato alle donne ma tutto si è concluso con un nulla di fatto. Eppure è del tutto anacronistico immaginare che, perchè Gesù è nato uomo, le donne non possano essere sacerdoti. Gesù ha predicato un Vangelo che parla di uguaglianza, perciò la Chiesa per prima deve respingere qualsiasi forma di discriminazione. L’augurio è che continui la strada avviata dalla Chiesa per rispondere alle esigenze del nostro tempo ed essere sempre più inclusiva“. Don Vitaliano porta avanti da anni il suo impegno per una Chiesa e una società più inclusive, lo scorso anno erano state due mamme a campeggiare nel suo presepe, a sottolineare la presenza di molteplici esempi di famiglie, al di là di quella tradizionale.


