Un operaio cinquantenne è stato assolto dalle accuse di falsa testimonianza e calunnia nei confronti dei Carabinieri che avevano condotto le indagini nei confronti del proprio datore di lavoro.
Si è chiuso così il processo nei confronti di un lavoratore accusato di aver reso false dichiarazioni nel corso del dibattimento celebrato a carico del proprio datore di lavoro e del medico che si occupava delle visite agli operai che erano imputati per il reato di falso ideologico relativamente alle visite mediche e alle relative certificazioni sanitarie riguardanti gli operai in servizio presso l’azienda che, secondo l’accusa, non erano stati sottoposti a visita, circostanza poi esclusa con conseguente assoluzione degli imputati. La vicenda giudiziaria a carico del lavoratore era, invece, nata a seguito della trasmissione degli atti in Procura da parte del giudice del Tribunale di Avellino innanzi al quale il lavoratore aveva reso la testimonianza.
In particolare, al lavoratore era contestato di aver dichiarato il falso in qualità di testimone, non avendo confermato le sue precedenti dichiarazioni rese ai Carabinieri nel corso delle indagini preliminari. Tuttavia, il dibattimento ha escluso che fosse dimostrata la falsità delle dichiarazioni dibattimentali e che le discordanze riscontrate fossero frutto della consapevole volontà dell’imputato di accusare falsamente i Carabinieri. Nel corso del processo, l’imputato, affiancato dal proprio difensore, l’Avvocato Stefano Vozella, ha anche reso la propria versione dei fatti che è stata accolta dal giudice Gennaro Lezzi, che ha massolto l’imputato. L’accusa rappresentata in aula dal viceprocuratore onorario Cassano aveva chiesto l’assoluzione.

