E’ stata l’occasione per una riflessione a tutto campo sulla condizione dei detenuti nelle carceri, la presentazione, presso la sede UNUCI di Avellino, dei libri “il castello Birbone. Fiabe o favole…da dentro” di Stella Simoniello e “Controcamorra” di Pietro Palazzo, nell’ambito della seconda edizione di Irpinia d’autore, rassegna letteraria ideata dall’associazione Insieme per Avellino e l’Irpinia. Dall’universo delle fiabe a quello della camorra per ribadire come il carcere debba essere finalizzato alla rieducazione del detenuto, perchè prenda coscienza delle sue responsabilità di cittadino e trovi dentro sé stesso la forza di combattere per un futuro diverso. Una finalità non sempre rispettata dall’attuale sistema carcerario caratterizzato da sovraffollamento e condizioni non sempre rispettose della dignità dell’uomo. “Il castello birbone” nasce dalla sinergia tra Stella Simoniello e l’artista Eleonora Picariello, docenti all’interno della casa circondariale di Ariano Irpino. Un progetto pensato per i figli dei detenuti, che riunisce fiabe e racconti, scritti dagli allievi della sezione carceraria Pasquale Campanello di cui Simoniello ha curato i testi e Picariello le illustrazioni. Simoniello ha sottolineato come la scrittura delle fiabe da parte dei detenuto per i loro figli, malgrado sia stata più volte interrotta da trasferimenti e uscite, abbia rappresentato uno strumento prezioso che ha consentito agli allievi di proiettarsi all’esterno delle pareti del carcere e provare a immaginare per sè un futuro diverso al fianco dei loro figli.
Picariello ha ricordato i molteplici progetti portati, come docente di arti grafiche avanti tra le mura del carcere, dai murales, per cercare di migliorare gli ambienti a un orto nell’area verde del carcere, sempre in collaborazione con l’area educativa e con il sostegno dell’allora direttore della Casa Circondariale.
Di forte attualità anche il volume Contro Camorra di Pietro Palazzo, anche lui docente nella sezione carceraria di Ariano, che ripercorre l’esperienza di insegnamento ai detenuti, portando alla luce la vita vera dietro il sistema carcerario, fatto di storie, amori, paure. Palazzo, come sottolinea Claudio Silvestri nell’introduzione, consegna l’altra faccia della camorra restituendo dignità ai detenuti: “Ho capito quanto fosse importante il non avere pregiudizi, quell’esperienza ha cambiato il mio sguardo sul mondo. Ho compreso come l’ascolto sia la prima arma per battere l’indifferenza”. A introdurre l’incontro Elvira Napoletano, vicepresidente Avellino per il mondo e Pasquale Luca Nacca di Insieme per Avellino. A moderare l’incontro la docente Alessandra Aufiero.




