E’ il Comitato Agricoltori Avellinesi MVS a intervenire pubblicamente su mondo agricolo e futuro dei territori, annunciando una massiccia mobilitazione per il 25 gennaio: “Negli ultimi mesi si discute dell’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur. Un tema spesso trattato come tecnico o lontano, ma che in realtà ha conseguenze molto concrete sulla vita quotidiana dei cittadini, sul lavoro degli agricoltori e sulla sopravvivenza delle aree interne. Vogliamo essere chiari fin dall’inizio: non siamo contrari al libero scambio né al commercio internazionale. L’Italia è un Paese che vive anche di esportazioni e relazioni economiche globali. Tuttavia, il libero scambio può dirsi tale solo se fondato su regole uguali per tutti. Oggi questo equilibrio non esiste. Gli agricoltori italiani sono sottoposti a norme ambientali e sanitarie molto rigide, a controlli severi, a disciplinari stringenti e a costi di produzione elevati. Tutto ciò è giusto e necessario per garantire sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e qualità del cibo. Ma non è accettabile che sul mercato europeo arrivino prodotti agricoli provenienti da Paesi che non rispettano gli stessi standard, che utilizzano sostanze vietate in Europa e che operano con costi drasticamente inferiori. Questa non è concorrenza leale. È una forma di concorrenza sleale che mette fuori mercato gli agricoltori locali, abbassa la qualità complessiva del cibo e scarica i rischi sui consumatori. A perdere non sono solo i produttori, ma l’intera collettività”.
Si ribadisce come “Il cibo non può essere trattato come una merce qualsiasi. È un diritto fondamentale e un bene comune. Difendere l’agricoltura locale significa difendere la salute, l’ambiente e il futuro dei nostri territori. Di qui l’appello alle istituzioni, nazionali e locali, affinché le politiche agricole e commerciali tengano conto delle specificità delle aree interne e tutelino realmente chi produce nel rispetto delle regole. Chiediamo informazione, trasparenza e confronto pubblico, perché decisioni di questa portata non possono essere prese senza ascoltare i territori”



