Comparirà domani davanti al gip del tribunale di Avellino Antonio Sicuranza per la convalida del fermo Bernardo Cava coinvolto nell’inchiesta della direzione antimafia di Napoli sull’omicidio di Ottavio Colalongo avvenuto a Scisciano. Secondo gli inquirenti Cava, ora ristretto nel carcere di Secondigliano, avrebbe assicurato il trasporto e la staffetta del killer da Mugnano del Cardinale al luogo dell’omicidio. Il delitto che secondo gli inquirenti sarebbe maturato nell’ambito di uno scontro tra clan per il controllo dei territori di Marigliano, Scisciano e San Vitaliano.
Cava ora è ristretto nel carcere di Secondigliano. Insieme ad altre 11 persone è accusato di aver contribuito alla realizzazione dell’associazione a delinquere di tipo camorristico operante ad Afragola, Acerra, Scisciano, San Vitaliano, Marigliano e comuni limitrofi.
Tutti gli indagati avvalendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento, avrebbero compiuto omicidi, estorsioni, stese e spaccio di sostanze stupefacenti.
Il tutto per acquisire il controllo diretto e indiretto di tutte le attività illecite e generatrici di profitto quali estorsioni e piazze di spaccio e puntare così al consolidamento dell’egemonia dell’ordine criminale costituito.



