Una riflessione che ha riunito al al tavolo il mondo della scuola, della sanità, delle istituzioni, delle forze dell’ordine e del terzo settore per interrogarsi sulla centralità dell’educazione alle emozioni nella formazione delle nuove generazioni. A portare i propri saluti il questore della Provincia di Avellino, Pasquale Picone, il consigliere regionale Livio Peritto e del vicario generale della Diocesi di Avellino, don Pasquale Iannuzzo. A introdurre l’incontro la dirigente scolastica Maria Rosaria Siciliano che ha posto l’accento sull’importanza da parte della scuola di garantire il benessere emotivo degli alunni.
Sono intervenuti Maurizio Falcone, medico psichiatra e psicoterapeuta, didatta della Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva; Francesco Marino Iandiorio, referente del progetto di educazione affettiva e relazionale finanziato dalla Regione Campania; Vincenzo Aliberti e Martha Festa, rappresentanti della Cooperativa Saremo Alberi e dell’Associazione Puck Theatre; Annarita Rumiano, psicologa e referente della Casa Rifugio Antonella Russo, che ha accompagnato la testimonianza di una donna vittima di violenza attualmente inserita in un programma di protezione; Salvatore De Milato, ispettore della Polizia di Stato; Francesca Bocchino, Maresciallo Capo del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino; Antonio D’Orta, direttore della Caritas di Avellino. Ad emergere la necessità di riscoprire una dimensione comunitaria che permetta ai ragazzi di andare al di là del virtuale, di tornare a dialogare con le famiglie, di riappropriarsi delle loro vite. “E’ importante che i genitori tornino a fare la propria parte nell’educazione dei propri figli, senza delegarla alle nuove tecnologie. Ecco perchè – ha spiegato Iandiorio – sono favorevole alle proposte di legge di alcuni paesi che vorrebbero stabilire il divieto di uso dei social per gli under 16”
Particolarmente significative le testimonianze degli alunni, che hanno raccontato con sincerità le proprie emozioni, e la testimonianza toccante della donna vittima di violenza, che ha rappresentato un momento di forte impatto emotivo e civile. L’incontro è stato moderato dal giornalista Riccardo Cannavale de Il Mattino



