“A 98 anni sapeva di essere vivo. Noi spesso, invece, siamo tristi, incapaci di accogliere la gioia che il Signore ci dona. Nicola aveva questa gioia, questo coraggio: sentiva il desiderio profondo di incontrare gli altri”.
Così padre Luciano Gubitosa durante l’omelia della messa per l’ultimo saluto al generale di divisione della Guardia di Finanza Nicola Di Guglielmo, spentosi ieri. Questa mattina, nella chiesa di San Ciro, si sono svolti i funerali alla presenza di familiari, amici, rappresentanti delle forze dell’ordine e del mondo associativo, a cui il generale era legato da una vita. Ad accogliere il feretro, all’ingresso della chiesa, il picchetto d’onore della Guardia di Finanza, a rendere omaggio a una vita spesa al servizio dello Stato.
Padre Gubitosa ha ricordato la testimonianza umana, spirituale e civile del generale, esprimendo anche gratitudine verso una generazione che ha contribuito a ricostruire il Paese nel Dopoguerra: “A loro oggi dovremmo chiedere anche un po’ di perdono per non essere sempre capaci di raccogliere la loro eredità”, ha aggiunto.
Tra i momenti più intensi, il ricordo di uno dei nipoti del generale, Emanuele che ha sottolineato il legame profondo di Di Guglielmo con la famiglia e con l’Irpinia: “Eravamo certi di festeggiare le cento candeline. Per noi, l’amore per la tua Andretta, la saggezza e l’esperienza resteranno sempre un esempio da seguire”.
Il generale è stato ricordato come studioso di storia, anima della Pro Loco, uomo profondamente legato ad Andretta, della cui memoria storica è stato custode appassionato anche attraverso il giornale l’Eco di Andretta.
Parole cariche di emozione da parte del sindaco di Andretta, Michele Miele, anch’egli nipote del generale: “Andretta perde un pezzo della sua storia, una guida culturale e sociale, un faro per le nuove generazioni”. Il primo cittadino ha ricordato l’amore instancabile del generale per il suo paese natale, la dedizione allo studio, il sostegno ai giovani e l’esempio di uno stile di vita fondato su gentilezza, rispetto ed educazione. Un legame si traduceva in incoraggiamento e sprono ai giovani e presenza costante nella comunità: “Un uomo – ha detto – che ha sempre creduto nell’impegno civile e nella responsabilità verso la sua terra”.
A concludere, il saluto di Gianni Festa, direttore del Corriere dell’Irpinia e amico di una vita del generale: “Oggi non piangiamo, ma ci impegniamo ancora di più a custodire il patrimonio umano, culturale e morale che ci lasci. I tuoi valori, solidarietà, generosità, impegno sociale, amore per la tua Andretta, resteranno una bussola per tutti noi”.








