Si è tenuta oggi, davanti al Gup del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza, l’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta sui presunti falsi incidenti stradali che vede coinvolti complessivamente cinquantotto imputati, tra cui tre medici e un avvocato del foro di Avellino.
Al centro del procedimento, settantaquattro sinistri ritenuti fasulli dalla pubblica accusa e settantasette capi di imputazione contestati a vario titolo per concorso in falso ideologico e materiale, truffa assicurativa, fraudolento danneggiamento di beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona. Tra i difensori figurano Dario Cierzo, Marino Capone, Alberico Villani, Ennio Napolillo, Costantino Sabatino e altri.
Secondo l’impianto accusatorio, sarebbe stato messo in piedi un sistema rodato finalizzato a ottenere risarcimenti per incidenti mai avvenuti, attraverso la produzione di documentazione medica ritenuta falsa e la presentazione di richieste di indennizzo alle compagnie assicurative.
Nel corso dell’udienza di oggi una delle posizioni è stata definita con rito alternativo: l’imputato W.Z. ha patteggiato una pena di dieci mesi.
Per alcune altre posizioni, invece, è stato disposto lo stralcio a causa della mancata notifica degli atti, circostanza che ha impedito la trattazione immediata nei confronti di tutti gli imputati.
In attesa del rinvio a giudizio
Si è ora in attesa del decreto che dispone il giudizio, atteso per il 22 settembre, con cui il giudice Zarrella dovrà stabilire chi tra gli imputati sarà rinviato a processo.
Tra i professionisti coinvolti nell’inchiesta figurano 3 medici, accusati – in qualità di pubblici ufficiali – di aver attestato falsamente la sussistenza e l’entità di lesioni su soggetti solo apparentemente coinvolti in incidenti stradali in realtà mai verificatisi.
L’inchiesta avrebbe fatto emergere un meccanismo che, in numerosi casi, avrebbe portato alla liquidazione di migliaia di euro da parte delle compagnie assicurative, mentre in altre circostanze sarebbero state le stesse società a rilevare anomalie nelle denunce di sinistro, bloccando i risarcimenti.
Ora la parola passa al giudice dell’udienza preliminare, chiamato a decidere sulle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura.



