“In Irpinia i lavoratori e le lavoratrici autonomi rappresentano, in base agli ultimi dati, oltre il 26 per cento del totale degli attivi. Una situazione sicuramente unica e particolare, se si considera che in Campania la media è di circa il 24 per cento”. Parte da un dato preciso l’analisi della Segretaria Nazionale della Nidil Cgil, Roberta Turi, ad Avellino, presso la sede dello Spi, per un confronto a più voci sul report “Ad Avellino si vive male?”, realizzato da Claudio Petrozzelli. “Oggi abbiamo molteplici forme di lavoro autonomo. Oltre alle partite IVA, ci sono le collaborazioni coordinate e continuative e quelle occasionali”. Ma è il sottobosco delle illegalità a preoccupare la Nidil Cgil. “Abbiamo un vasto fenomeno di cosiddette false partite IVA, di cui in questa fase si sta occupando anche la Procura di Milano, in riferimento al caso dei riders del food delivery. Questa tipologia di lavoro sotto indagine, rappresenta un settore specifico gestito attraverso una piattaforma digitale, una modalità che si sta allargando a macchia d’olio”.
Una tipologia di lavoro finita anche sotto i riflettori della Commissione Europea, “tant’è che è stata votata – continua Turi – una direttiva europea del lavoro, tramite le piattaforme digitali, che dovrà essere recepita anche da nostro Paese entro quest’anno. È evidente che rispetto anche a queste nuove forme di collaborazione occorre probabilmente un intervento normativo, perché c’è troppo falso lavoro autonomo. Si tratta di situazioni che vanno riportate alla vera natura del rapporto, che è quello di lavoro subordinato”. Si tratta molto spesso dei cosiddetti “dependent contractors”, lavoratori che hanno una partita Iva o un contratto di collaborazione, ma dipendono quasi esclusivamente da un solo committente e non hanno il controllo su elementi centrali della loro attività, come tariffe, tempi di lavoro o strumenti utilizzati. “Poi – continua Turi – ci sono tutti i lavoratori cosiddetti etero-organizzati, che di fatto vengono gestiti dai committenti. In questo caso come in altri, e come Nidil lo stiamo facendo, è necessario agire sulla contrattazione”.
All’incontro era presente anche la coordinatrice della Nidil Cgil Campania Antonella Pacilio che si è soffermata sul libro “RivoluzioDiario” realizzato dal sindacato per rimettere al centro un confronto costruttivo su una società diversa, fondata su una partecipazione dal basso. “Immaginiamo – precisa – una rivoluzione interiore, che nasca dentro di noi, dalla voglia di mettersi in gioco e provare a incidere concretamente nella società. Oggi c’è poca attenzione ai cittadini, ai loro effettivi bisogni. Bisogna andare oltre la performance, sulla quale è di fatto tutto orientato, per occupare nuovi spazi di confronto e di democrazia”.



