Nel tempo in cui la fruizione culturale sembra piegarsi sempre più alla logica della velocità e della distrazione, il cineforum “Tenuta Ippocrate Cinema Hall incontra Caudium Film Festival” si impone come un presidio raro e prezioso di profondità e partecipazione. Il secondo appuntamento, svoltosi il 26 marzo 2026 nella cornice della Tenuta Ippocrate di Montefredane, ha confermato con forza la vocazione del progetto: restituire al cinema la sua funzione più alta, quella di strumento critico e spazio condiviso di consapevolezza.
Dopo un primo incontro dedicato alle grandi questioni, il festival ha scelto di proseguire il proprio percorso tematico concentrandosi sulla disabilità e sull’inclusione. Una scelta che non appare casuale, ma coerente con un disegno culturale più ampio, capace di intrecciare etica, territorio e narrazione.
A introdurre e guidare la serata sono stati, ancora una volta, gli interventi di Alfonso Bruno, direttore artistico e presidente del Centro Studi Cinematografici, di Noè Mollica, presidente dell’associazione universale EMPATIA APS e del Caudium Film Festival, e della giornalista Rosa Bianco del Corriere dell’Irpinia. I loro contributi, puntuali e profondi, hanno offerto chiavi di lettura autorevoli, ampliando l’orizzonte del dibattito e restituendo al cinema quella dimensione pedagogica e civile che troppo spesso viene trascurata.
In questo contesto, la selezione dei cortometraggi — Prova d’amore, Il mare che muove le cose, Luca, fuori sincrono, Nu ffischia — ha costruito un racconto corale capace di attraversare la complessità dell’esperienza umana legata alla fragilità, senza cedere a semplificazioni o retoriche. Il linguaggio cinematografico si è fatto così veicolo di empatia e conoscenza, capace di coinvolgere lo spettatore in un processo attivo di riflessione.
È proprio questa tensione tra visione artistica e responsabilità sociale a definire l’identità del Caudium Film Festival. La collaborazione tra Tenuta Ippocrate, il Centro Studi Cinematografici e l’Associazione Insieme per Avellino e per l’Irpinia si traduce in un progetto culturale che va oltre la semplice programmazione: diventa esperienza, relazione, comunità.
Anche in questa seconda serata, come già accaduto nel primo appuntamento, la partecipazione del pubblico si è rivelata intensa e consapevole. Il dibattito seguito alle proiezioni ha confermato il desiderio diffuso di confrontarsi, di approfondire, di dare continuità alle suggestioni offerte dallo schermo. È il segno di una comunità viva, capace di riconoscersi nei temi proposti e di farne materia di dialogo.
In un panorama spesso segnato dalla dispersione, il cineforum del Caudium Film Festival dimostra che è ancora possibile costruire percorsi culturali solidi, coerenti e necessari. Non semplici eventi, ma tappe di un cammino che restituisce al cinema la sua forza originaria: quella di interrogare il presente e, forse, contribuire a trasformarlo.
A suggellare la serata, dopo la proiezione, per chi ha voluto lasciarsi conquistare da un momento di convivialità, un raffinato aperitivo firmato dall’Executive Chef Aldo Basile della Tenuta Ippocrate, capace di prolungare l’esperienza culturale in una dimensione più intima e relazionale: un calice, una proposta gastronomica curata — drink, alcolico o analcolico, accompagnato da finger food — e il tempo lento della conversazione, a dimostrazione che anche il dialogo, come il cinema, trova il suo spazio più autentico nella condivisione.


