Tanti gli spunti di riflessione emersi dal confronto sulle malattie rare nella cornice del Palazzo Abbaziale del Loreto promosso dall’associazione “Irpini della capitale” A relazionare luminari della medicina internazionale. E’ stato Luigi Buonaguro, direttore Uoc di Modelli Immunologici Innovativi Int-Na a sottolineare come “Parlare di malattie rare significa parlare di malattie che per l’80% sono di origine genetica mentre il restante 20% è costituito da malattie acquisite che comprendono forme tumorali rare. Purtroppo, si tratta di patologie su cui difficilmente investono le aziende e che lo stesso sistema sanitario nazionale non riesce a monitorare con attenzione, di qui la necessità di mantenere alta l’attenzione”.
Al centro della discussione i passi in avanti compiuti nella lotta ai tumori rari per ribadire “che la rarità di una patologia non determina che dalla malattia non vi sia possibilità di guarigione o che tali possibilità siano più limitate rispetto a quelle di un tumore più comune: alcune neoplasie rare hanno infatti percentuali di guarigione o di controllo della malattia superiori a quelle di tumori molto più diffusi”. Franco Ioanna, direttore emerito Int Na, ha ricordato come “Fondamentale sia la diagnosi precoce, In particolare mi occupo dei tumori della testa del collo, ogni anno promuoviamo molteplici campagne per la prevenzione”.
Ma è stata anche l’occasione per sottolineare gli sforzi della ricerca che hanno condotto a progressi significativi nella diagnosi e nella scoperta di specifiche ed efficaci cure delle malattie rare. A conferma del valore e dell’eccellenza dei professionisti italiani, che dedicano i propri studi e la loro vita alla continua ricerca di cure e trattamenti che consentano al paziente una completa guarigione o comunque ne migliorino la qualità della vita. I relatori hanno sottolineato la presenza di centri clinici di eccellenza per la diagnosi e la presa in carico del malato raro che grazie agli elevati standard qualitativi e quantitativi raggiunti sono diventati punti di riferimento in Italia ed in Europa per la cura dei pazienti. “Dobbiamo incoraggiare i giovani a non arrendersi e a portare avanti la ricerca” ha ribadito Michael Maritato, premio Eccellenze Europee



