Pubblichiamo di seguito la nota di Giuseppe Iuliano, Presidente del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud e Paolo Saggese, Direttore scientifico del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud in riferimento alle nuove Indicazioni Nazionali
Come è noto, nel corso di quasi un decennio, che va dal 2010 al 2019, il Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud ha proposto la modifica delle “Indicazioni nazionali” per i Licei (DM 211/2010), che aveva indirettamente causato una sorta di “damnatio memoriae” della letteratura meridionale del Novecento. In effetti, sebbene le “Indicazioni” non siano prescrittive, condizionano comunque notevolmente i libri di testo e le “letture” dei docenti e degli studenti e rischiavano di diventare un “canone ministeriale”, che escludeva gli autori nati a Sud di Roma.
Questo era il testo del documento elaborato durante il Ministero Gelmini:
“Dentro il secolo XX e fino alle soglie dell’attuale, il percorso della poesia, che esordirà con le esperienze decisive di Ungaretti, Saba e Montale, contemplerà un’adeguata conoscenza di testi scelti tra quelli di autori della lirica coeva e successiva (per esempio Rebora, Campana, Luzi, Sereni, Caproni, Zanzotto, …). Il percorso della narrativa, dalla stagione neorealistica ad oggi, comprenderà letture da autori significativi come Gadda, Fenoglio, Calvino, P. Levi e potrà essere integrato da altri autori (per esempio Pavese, Pasolini, Morante, Meneghello …).
Raccomandabile infine la lettura di pagine della migliore prosa saggistica, giornalistica e memorialistica”.
Nell’elenco non vi era nessun meridionale, solo una donna, Elsa Morante. Mancavano il Nobel Quasimodo, ma anche, per citare alcuni, Elio Vittorini, Leonardo Sciascia, Rocco Scotellaro, Leonardo Sinisgalli, Alfonso Gatto, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Giuseppe Marotta, Eduardo De Filippo, Grazia Deledda, Corrado Alvaro, Francesco Jovine, Ignazio Silone, il meridionale di elezione Carlo Levi.
A seguito di una serie di interrogazioni parlamentari, di pronunce di Consigli regionali (Campania, Basilicata), di due volumi collettanei (“Faremo un giorno una carta poetica del Sud”, a cura di Alessandro Di Napoli, Giuseppe Iuliano, Alfonso Nannariello, Paolo Saggese, volumi 1 – 2012 -, 2 – a cura di Alessandro Di Napoli, Giuseppe Iuliano, Alfonso Nannariello, Paolo Saggese, Raffaele Stella, 2016) e di numerosi interventi giornalistici, pur non avendo modificato l’elenco, si riuscì ad ottenere, con il Ministro Lorenzo Fioramonti, la Nota 25184 del 23 dicembre 2019, avente per oggetto “Studio di Autori meridionali e di Autrici nelle scuole secondarie di secondo grado”, che recitava: “Giungono a questa Direzione generale segnalazioni in merito alla necessità di approfondire, nei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado e in particolare nell’ultimo anno di corso, lo studio della vita e delle opere di Autori nati in regioni del Sud Italia e di Autrici italiane, poiché non sempre adeguatamente rappresentati nella sezione dedicata alla Lingua e letteratura italiana delle ‘Indicazioni nazionali per i Licei’, approvate con decreto interministeriale n. 211/2010. […] considerato il novero di Scrittrici e di Scrittori che hanno contribuito a implementare il patrimonio letterario e artistico nazionale, riconosciuto e apprezzato a livello internazionale, si invitano le istituzioni scolastiche di tutti i percorsi di scuola secondaria di secondo grado a creare situazioni di studio, di ricerca e di confronto didattico, sia per i docenti sia per gli studenti, che abbiano come riferimento anche gli Autori meridionali e le Autrici”.
Adesso, con la Bozza delle Nuove “Indicazioni nazionali” (pubblicata il 23 aprile scorso) la “damnatio memoriae” sembra essere in parte venuta meno e il Centro accoglie con soddisfazione questa parte del documento ministeriale. Non ci sembra ancora sufficiente tale intervento, ma un buon inizio.
Sul resto della “Bozza” ci riserviamo di tornare in altra occasione.
Tra le pagine di saggistica che “a mero titolo di esempio”, si citano ci sono molte eccellenti pagine meridionali e meridionaliste, a partire dalle “lettere” di Pasquale Villari, il “maestro dei meridionalisti borghesi”, allievo come Giustino Fortunato di Francesco De Sanctis: “la Storia della colonna infame di Manzoni, lo Zibaldone di Leopardi, le Lettere meridionali di Pasquale Villari, qualche pagina dei Quaderni del carcere di Gramsci (ma anche le sue cronache teatrali), L’Italia rinunzia? di Corrado Alvaro, Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, Le piccole virtù di Natalia Ginzburg, Pro o contro la bomba atomica di Elsa Morante, Una pietra sopra di Italo Calvino, gli Scritti corsari e le Lettere luterane di Pier Paolo Pasolini, Uscita di sicurezza di Ignazio Silone, i saggi di Ennio Flaiano e di Vitaliano Brancati, Le parrocchie di Regalpetra o L’affaire Moro o A futura memoria di Leonardo Sciascia, La prevalenza del cretino di Fruttero e Lucentini, I sommersi e i salvati di Primo Levi” (p. 3).
A pagina 5 ancora tra le letture consigliate si segnalano i nomi anche di autori meridionali. L’elenco è il seguente: “Alberto Moravia, Aldo Palazzeschi, Vitaliano Brancati, Beppe Fenoglio, Cesare Pavese, Carlo Levi, Primo Levi, Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Goffredo Parise, Pier Paolo Pasolini, Lalla Romano, Giuseppe Pontiggia”. Per la letteratura dell’ultimo anno si citano ancora alcuni autori meridionali: “Nievo, Verga, Carducci, Pascoli, D’Annunzio, Svevo, Pirandello, Deledda, Gozzano, Saba, Palazzeschi, Rebora, Ungaretti, Sbarbaro, Buzzati, Gadda, Montale, Tomasi di Lampedusa, Pavese, Moravia, Morante, Caproni, Sereni, Bassani, Ginzburg, Primo Levi, Sciascia, Fenoglio, Pasolini, Calvino, e/o di ogni altro autore o autrice di qualità” (p. 7).
Nelle “Indicazioni” del 2010 non c’era, come detto, nessun autore meridionale e una sola donna (la Morante). Adesso la presenza dei meridionali almeno è garantita con qualche rappresentante e sono citate alcune importanti autrici (mancava nel documento Gelmini persino Grazia Deledda).
Auspichiamo che nella versione definitiva alcuni autori e alcune autrici possano essere “recuperati” (soprattutto Quasimodo, che il Ministero spesso include, in modo contraddittorio, come autore delle prove degli Esami di Stato, ad esempio nel 2014, nel 2018 e nel 2023). Pensiamo al poeta della “Libertà contadina”, Rocco Scotellaro! La sproporzione tra autori del Nord e del Centro rispetto al Sud resta, evidentemente, ma almeno questo rappresenta un inizio da migliorare. rispetto al 2010.
Discorso analogo vale per le Autrici, ancora non adeguatamente rappresentate.
Qualcuno potrebbe pensare che la testimonianza del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud abbia una qualche motivazione campanilistica o regionale. Ovviamente nulla di tutto questo. Da un lato, si voleva sottolineare che il Sud Italia non ha solo fruito della letteratura, ma ne è stato creatore come le altre parti del nostro Paese. Dall’altro, si voleva chiarire che soltanto attraverso una adeguata rappresentazione della “Geografia della letteratura italiana” (Dionisotti docet) si poteva offrire ai futuri cittadini italiani le esatte coordinate della nostra identità nazionale. Noi siamo fautori della “geopetica”, della “Poetica della Terra”, secondo la quale ogni “terra” genera una propria poesia come appunto le “terre” della nostra Italia.



