La costruzione del Campo largo è una prima grande vittoria, che probabilmente si tradurrà anche in un successo alle urne è il messaggio di Giuseppe Conte, presidente del M5s, che oggi fa tappa ad Avellino per inaugurare la nuova sede dei Cinque Stelle, in Piazza Libertà, e benedire la candidatura a sindaco di Nello Pizza, alla guida di un centrosinistra unito.
Un bagno di folla per l’ex premier, che non si sottrae ai selfie e stringe la mano a chi lo avvicina.
“Oggi è la Festa della Liberazione, una festa nazionale. Vanno assolutamente condannati gli episodi di intolleranza e gli insulti, come quelli che hanno impedito a Milano la manifestazione della Brigata Ebraica, e va fermamente condannato il folle gesto dell’aggressione avvenuta a Roma da parte di una persona che va subito identificata e assicurata alla giustizia, e che addirittura ha assalito dei manifestanti”, esordisce Conte.
Che poi attacca il Governo: “Dopo la Liberazione c’è chi ha lavorato dalla parte giusta e chi ha continuato a stare dalla parte sbagliata”.
Entra quindi nel merito delle questioni politiche: “Chi è al governo nazionale aveva promesso di togliere le tasse, di alleggerirle. Invece, la pressione fiscale è aumentata. In Italia abbiamo la spesa alimentare fino al 25% più alta. Ci dicono che, in tema di lavoro, sono aumentati i numeri assoluti. Ma vai a vedere quanto prende una persona che lavora dalla mattina alla sera. È aumentato il lavoro povero. Sapete quanti milioni di cittadini, oltre a essere precari, portano a casa meno di 1.000 euro? E come si mantiene una famiglia? Questo governo ha ottenuto un solo risultato: ha fatto ingrassare banche, industrie delle armi e fondi di investimento internazionali, tanto che le agenzie di rating si collocano dalla parte di Meloni e di tutti i compagnucci che stanno al governo”.
“Il governo – aggiunge Conte – non doveva pensare a banche, assicurazioni, industrie delle armi o fondi di investimento stranieri. Doveva pensare agli italiani. E invece è riuscito a fare la guerra ai poveri. Di solito la politica dovrebbe fare la guerra alla povertà”.
E sulle amministrative cittadine: “Il candidato Nello Pizza è la dimostrazione della nostra serietà: non è del M5S, ma va bene, perché noi lavoriamo per obiettivi strategici. Rispetto a questi, prendiamo un impegno con i cittadini. Siamo stanchi della politica che chiede voti e poi fa tutto il contrario di ciò che promette. Una caratteristica di questo governo è che ha occupato tutti i posti possibile facendo poi il contrario di quanto promesso. Chi oggi è al governo appariva coerente quando era all’opposizione: ma non c’è una promessa che abbiano mantenuto. Parlano i fatti, parla quel voto referendario che ha visto in tanti votare no. Un governo che ha portato a casa zero riforme: quattro anni di promesse, un governo che ha procurato disastri. Ci metteremo un po’ di tempo per recuperare il disastro di quattro leggi di bilancio e del Patto di stabilità, che taglia sanità, istruzione e lavoro”.
“Il campo largo – sottolinea – va costruito con pazienza per essere credibile: non basta una firma, bisogna fare le cose con serietà, come abbiamo fatto ad Avellino. Il turno amministrativo ha un rilievo politico circoscritto, ma le tante città, dal Nord al Sud, che andranno al voto rappresentano un banco di prova per il fronte progressista a livello territoriale. Confidiamo – conclude – in risultati favorevoli, anche per dare la sveglia al governo, che ha accumulato fallimenti sotto gli occhi di tutti gli italiani”.
“Qui c’è la politica – dice subito dopo Pizza –. Il campo largo ne è la dimostrazione, gli alleati possono litigare perché fanno politico. Siamo però contro i personalismi che hanno lacerato la città. Ora vogliamo ricostruire con un progetto serio, perché Avellino è alla canna del gas”.



