Una riflessione su uno dei temi più suggestivi della produzione dannunziana, il rapporto tra individuo, masse e rappresentazione collettiva. E’ l’idea da cui nasce il convegno “Il ruolo della folla nell’opera di Gabriele d’Annunzio”, al via questa mattina, promossa dal Centro Nazionale di Studi Dannunziani e dalla rivista Sinestesie, capace di riunire studiosi provenienti da numerose università italiane per due giornate di approfondimento, articolate tra relazioni, discussioni e confronti interdisciplinari.
Ad aprire i lavori, nella mattinata del 4 giugno, sono stati i saluti istituzionali di Carmine Pinto, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, Domenico Falardo, Rosa Giulio, Elena Ledda e Carlo Santoli. A seguire, la prolusione di Paola Puppa (Università Ca’ Foscari Venezia), intitolata “Folle diverse nello sguardo dannunziano”, ha offerto una riflessione introduttiva sulle molteplici forme attraverso cui la folla viene rappresentata nell’immaginario dello scrittore abruzzese.
La prima sessione, coordinata da Andrea Lombardini, ha visto gli interventi di Giovanni Iegro, dedicato alla “folla invisibile” nel teatro di d’Annunzio, e di Carlo Santoli, che ha analizzato le funzioni sceniche della folla nell’opera Le martyre de Saint Sébastien.
Nel pomeriggio, con il coordinamento di Paola Puppa, il dibattito è proseguito con contributi che hanno esplorato il tema da diverse prospettive: dalla rappresentazione della folla nelle Novelle al rapporto tra Eleonora Duse e la paura delle masse, fino alle dinamiche collettive presenti nella narrativa dannunziana e alle metafore epidemiche che attraversano la sua produzione letteraria.
La seconda giornata, in programma domani 5 giugno, sarà coordinata da Mario Cimini dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Tra gli interventi previsti figurano quelli di Angelo Piero Cappello, Maria Rosa Giacon e Maria Teresa Imbriani, che approfondiranno rispettivamente il rapporto tra folla e discorso pubblico, il ruolo autoriale delle masse nel romanzo Il Piacere e il fenomeno dei pellegrinaggi a Casalbordino tra scienza e arte.
Il convegno si inserisce nel più ampio filone di studi dedicati alla modernità dannunziana e offre l’occasione per rileggere la figura della folla non soltanto come elemento narrativo, ma come chiave interpretativa della società di massa nascente, tema che attraversa gran parte della produzione letteraria e politica di Gabriele d’Annunzio.
L’incontro conferma inoltre la vitalità degli studi dannunziani e il crescente interesse verso un autore che continua a suscitare nuove interpretazioni, soprattutto in relazione ai fenomeni collettivi, alla comunicazione pubblica e alla costruzione del consenso nella contemporaneità.


