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La magia del solstizio d’estate

di Michele Zarrella *

Quest’anno, il solstizio d’estate si avrà domenica 21 giugno alle ore 10:24 ora italiana. Un appuntamento con il Sole molto antico. È il fenomeno astronomico più seguito dall’intera umanità da tempi remoti. Infatti anticamente il solstizio d’estate era occasione di grande festa e di raduni, perché esso segnava il tempo della raccolta e dell’abbondanza, ma anche della luce e del calore.
I solstizi sono due momenti importanti perché scandiscono l’inizio dell’estate e dell’inverno e determinano il momento in cui le giornate cominciano ad accorciarsi, e quando ad allungarsi. Nell’emisfero boreale, il nostro, nel solstizio d’estate il Sole sorge e tramonta nei punti più settentrionali di tutto l’anno e quindi compie un arco più ampio determinando la parte diurna più lunga dell’anno, poi lentamente si riabbassa verso i due punti più meridionali del solstizio d’inverno.
Il Sole, nel suo movimento apparente lungo l’eclittica – il Sole non si muove: è la Terra che gira! –, al momento del solstizio estivo nell’emisfero boreale viene a trovarsi alla sua massima altezza rispetto all’orizzonte. Questa altezza varia a causa dell’inclinazione dell’asse terrestre rispetto alla perpendicolare al piano dell’eclittica che oggi è circa 23°40’, poco più di 23 gradi e mezzo (23°30’ o 23,5°). Questo angolo insieme alla rivoluzione terrestre è la causa delle stagioni. Esso varia, in circa 41.000 anni, da un valore minimo di circa 22°06’ ad un massimo di circa 24°30’, pertanto il cono che descrive la precessione degli equinozi, in 25.800 anni, non ha una base perfettamente circolare. Ma la cosa importante è che questa oscillazione, 24°30’ – 22°06’, è uno dei cicli di Milanković ed ha un ruolo importante nelle variazioni climatiche a lungo termine, perché un’inclinazione maggiore accentua le differenze stagionali, mentre un’inclinazione minore le rende più miti. La precessione degli equinozi, col tempo, fa variare l’inizio e la fine di ogni segno zodiacale, pertanto, anche per questo motivo, non fidatevi degli oroscopi, non hanno alcuna validità scientifica. L’astrologia è una disciplina dalla quale si può ricavare, nella migliore delle ipotesi, soltanto qualche forma di piacevole conversazione.
Dal giorno successivo al solstizio d’estate le durate diurne cominceranno a diminuire e quelle notturne ad aumentare. La Terra, incessantemente, alla velocità media di circa 30 chilometri al secondo, continua a girare intorno al Sole e fra tre mesi, precisamente il 23 settembre alle ore 02:07, ora italiana, si troverà nell’equinozio d’autunno, con la durata diurna uguale a quella notturna.
Il Sole, fra il Toro e i Gemelli, tramonta alle 20.33, lo seguono Mercurio e Giove nei Gemelli, Venere nel Cancro, la Luna ai piedi del Leone. Mentre avanza il buio sarà bellissimo ammirare le seguenti costellazioni: Vergine, Bilancia, Scorpione e poi sorgerà Sagittario. Guardando verso il Sagittario state guardando verso il centro della nostra Galassia ove dimora un buco nero supermassiccio di circa 4 milioni di masse solari, Sagittario A*. Non perdetevi lo spettacolo. Noi essendo a 27.000 anni luce dal centro della Via Lattea, siamo a distanza di sicurezza dal buco nero che inghiotte tutte le stelle che entrano nel suo orizzonte degli eventi.
Con l’avanzare del buio, spostando lo sguardo verso lo zenit possiamo ammirare, Arturo la stella più brillante del Bootes, Ercole fra il Boote e Vega la stella più brillante della Lira e dell’intero firmamento. Fra Bootes ed Ercole c’è la bellissima Corona Boreale con le sette stelle più visibili che hanno una forma semicircolare che ricorda, appunto, un diadema. Guardando verso nord poi ammiriamo l’Orsa Maggiore, l’Orsa Minore, Cassiopea, Cefeo e volgendo lo sguardo verso est possiamo vedere il triangolo estivo: Altair, Deneb e Vega, rispettivamente le stelle più brillanti delle costellazioni dell’Aquila, del Cigno e della Lira. Se il cielo è sereno e siete al buio proprio fra la costellazione del Boote e di Ercole potrebbe capitarvi di ammirare qualche stella cadente delle Bootidi di giugno famose per la loro imprevedibilità, producendo a volte dei “bolidi”, cioè meteore molto luminose, e aumenti repentini di visibilità, anche se il picco delle Bootidi si avrà nelle notti fra il 26 e il 28 giugno. Comunque vada, stelle cadenti o no, ammirare il cielo è sempre bellissimo. Buona estate e… sere serene.
*Presidente di Astronomia Moderna

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