Il Consiglio comunale di Solofra ha approvato ieri il bilancio consuntivo dell’ente, un passaggio che il sindaco Nicola Moretti definisce fondamentale per garantire la continuità amministrativa e scongiurare l’arrivo di un commissario prefettizio.
A commentare l’esito della seduta è stato lo stesso primo cittadino, che ha parlato di un risultato importante per la tutela dei servizi essenziali e per il futuro della comunità solofrana.«Con l’approvazione del bilancio consuntivo abbiamo evitato l’arrivo di un commissario prefettizio, tutelando i servizi essenziali e il futuro della nostra comunità», ha dichiarato Moretti.
Il sindaco ha però denunciato il clima che avrebbe caratterizzato i lavori dell’assise cittadina, definendolo «caotico e totalmente ingiustificato». Nel mirino del primo cittadino finiscono l’opposizione e tre consiglieri eletti nelle fila della maggioranza che oggi siedono tra i banchi della minoranza.
«L’opposizione, supportata da tre consiglieri eletti con questa maggioranza che hanno scelto di passare tra le fila della minoranza, ha tentato a più riprese di impedire al neo nominato consigliere di maggioranza Gino De Stefano di esercitare il proprio legittimo diritto al voto. Un atteggiamento grave che danneggia prima di tutto la democrazia locale», ha affermato Moretti.
Il primo cittadino ha inoltre espresso amarezza per alcuni episodi verificatisi durante il Consiglio comunale, soffermandosi in particolare sulle parole rivolte alla fascia tricolore da parte della consigliera Maria Luisa Guacci.«Riteniamo inaccettabile l’offesa rivolta alla fascia tricolore. Con frasi inopportune, cariche di rabbia e livore, è stato sminuito un simbolo sacro delle istituzioni e del nostro territorio», ha dichiarato il sindaco, ricordando come la fascia in pelle sia stata donata da un imprenditore solofrano in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono.
Secondo Moretti, atteggiamenti di questo tipo finiscono per ledere il rispetto dovuto alle istituzioni e alla figura del sindaco. «Tali azioni calpestano il rispetto dovuto alla funzione istituzionale e al ruolo che il sindaco rappresenta per l’intera città».Nonostante le tensioni registrate in aula, il sindaco ha voluto ringraziare i consiglieri che hanno sostenuto l’approvazione del documento contabile e i cittadini che continuano a seguire l’operato dell’amministrazione.
A replicare al primo cittadino è il capogruppo di Solofra Libera Antonello D’Urso. “Leggendo la nota del Sindaco, sembra di aver assistito a un Consiglio Comunale diverso da quello che i cittadini hanno visto oggi.La verità è che il Consiglio del 23 giugno è stato caratterizzato da dubbi, tensioni e questioni rimaste senza risposte. La minoranza non ha tentato di impedire alcunché: ha semplicemente svolto il proprio dovere istituzionale, chiedendo chiarezza su una vicenda che riguarda il consigliere Gino De Stefano e il suo contenzioso con la Solofra Servizi. Un tema serio, che non può essere liquidato come un capriccio dell’opposizione o come un presunto attacco alla democrazia.Chi amministra dovrebbe accogliere le richieste di chiarimento e fornire risposte convincenti, non trasformare ogni osservazione critica in un’aggressione politica. La trasparenza non è un favore concesso alla minoranza: è un obbligo verso i cittadini.A questo si aggiunge una gestione della seduta che solleva tante ombre. Il Vice Presidente del Consiglio, anziché garantire equilibrio e imparzialità, ha interrotto più volte gli interventi dei consiglieri di minoranza, limitando il confronto e contribuendo ad alimentare un clima di scontro. Chi presiede un’assemblea ha il dovere di garantire a tutti il diritto di esprimersi, non di decidere chi può parlare e chi no.Dispiace inoltre che, ancora una volta, si preferisca spostare l’attenzione su polemiche e accuse anziché affrontare nel merito le questioni sollevate durante il dibattito consiliare.
“I cittadini meritano risposte, non narrazioni costruite per nascondere le difficoltà di una maggioranza che appare sempre più fragile e divisa.A tal proposito, desideriamo esprimere la piena e incondizionata solidarietà alla consigliera Genoveffa Maffei per l’aggressione verbale subita da parte di una persona presente in aula durante la seduta. Un episodio simile non ha nulla a che fare con il legittimo confronto politico e va condannato senza ambiguità, da chiunque provenga. Siamo al fianco di Gina per questo gravissimo episodio, avvenuto sotto gli occhi di tutti durante i lavori consiliari, davanti al quale il Sindaco e il Presidente del Consiglio non hanno proferito mezza parola. Un silenzio che pesa e che non può essere ignorato: chi guida l’Aula e chi guida l’Amministrazione ha il dovere di prendere immediatamente posizione di fronte a un fatto così grave, indipendentemente da chi ne sia stato vittima. Chi siede in Consiglio comunale, maggioranza o minoranza, deve poter esercitare il proprio ruolo senza subire intimidazioni o aggressioni di alcun genere.Noi continueremo a fare opposizione con determinazione, senza farci intimidire da comunicati propagandistici o tentativi di delegittimazione. Il nostro compito è controllare, verificare e pretendere il rispetto delle regole. È questo il mandato che abbiamo ricevuto dai cittadini e che continueremo a onorare con serietà e coerenza.La democrazia non si difende silenziando le domande. La democrazia si difende rispondendo ad esse”.



